“Chi lavora a scuola lo sa meglio di me: ormai è una trincea”. Inizia così il discorso della criminologa Roberta Bruzzone nel corso di un recente intervento pubblico, descrivendo il contesto in cui gli educatori rischiano quotidiane ritorsioni: dalle “macchine segnate” alle “gomme bucate”, fino ad arrivare, nei casi più gravi, alle “coltellate”.
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