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Il Paese migliore al mondo per i pensionati non è quello che immagini: la classifica

Qual è il Paese migliore al mondo per viaggiare dopo i 60 anni? La risposta potrebbe sorprendere: non è l’Italia, non è la Francia e nemmeno la Svizzera, ma il Giappone. A stabilirlo è una nuova classifica realizzata da Firebird Tours, aggiornata al 24 luglio 2026, che ha messo a confronto 100 Paesi prendendo in considerazione sette fattori pensati specificamente per i viaggiatori senior: presenza della popolazione over 65, agevolazioni per gli anziani nei musei e sui trasporti, facilità di spostamento a piedi, qualità della sanità, sicurezza e disponibilità di esperienze culturali e gastronomiche. La ricerca non misura quindi quale sia il Paese più economico dove andare in pensione o trasferirsi, ma dove sia più piacevole e semplice viaggiare quando si è avanti con l’età. Per ogni indicatore i Paesi hanno ricevuto un posizionamento da 1 a 100 e, in questo sistema, il punteggio più basso è il migliore. Il risultato è piuttosto sorprendente: il Giappone domina con 71 punti, quasi la metà dei 133 ottenuti dalla Germania, seconda classificata.

La classifica dei migliori Paesi per pensionati nel 2026

Ecco i primi 10 posti in classifica, ovvero i Paesi dove è meglio viaggiare quando si superano i 60 anni:
  1. Giappone – 71 punti;
  2. Germania – 133 punti;
  3. Spagna – 144 punti;
  4. Slovenia – 147 punti;
  5. Svizzera – 153 punti;
  6. Austria – 154 punti;
  7. Danimarca – 155 punti;
  8. Finlandia – 165 punti a pari merito;
  9. Paesi Bassi – 165 punti a pari merito;
  10. Canada – 178 punti.
Kagoshima al tramontoiStock
Veduta panoramica di Kagoshima al tramonto
La top 10 ha comunque un elemento molto evidente: 8 Paesi su 10 sono europei. E se alcuni risultati possono sembrare prevedibili, come Germania, Svizzera o Spagna, il vero outsider è la Slovenia, che conquista il quarto posto davanti a Francia, Italia (11esima) e Stati Uniti. Il Canada è invece l’unico Paese nordamericano a entrare nella top 10.

Perché Giappone e Slovenia sono in alto e Francia e Italia scendono

Il caso del Giappone è quello che più di tutti spiega la logica della classifica. Il Paese ha la percentuale più alta di popolazione over 65 presa in considerazione dallo studio, pari al 29,5%, e secondo Firebird ha sviluppato infrastrutture e servizi particolarmente adatti a una popolazione anziana. Il Tokyo National Museum offre l’ingresso gratuito agli over 70, Tokyo raggiunge il massimo della walkability (quanto la città sia facilmente percorribile a piedi) e il Giappone combina sanità, sicurezza e una fortissima offerta culturale: 26 siti UNESCO e 351 ristoranti stellati Michelin.
Tokyo Tower, TokyoiStock
Vista dall’alto su Tokyo e la sua torre
La Germania, seconda, si distingue invece per l’equilibrio: 54 siti UNESCO, 336 ristoranti Michelin, ottima accessibilità urbana, sanità al settimo posto globale e soprattutto sconti sui trasporti per senior accessibili anche ai visitatori, una caratteristica tutt’altro che comune.
Le città migliori d'Europa 2026iStock
La Friedrichstrasse di Berlino
La sorpresa più grande è però la Slovenia, quarta. Il Paese è terzo nello studio per Global Peace Index, offre sconti del 50% sui trasporti accessibili ai visitatori senior, una capitale estremamente camminabile e una sanità classificata al sesto posto globale. È proprio la combinazione di sicurezza, infrastrutture, mobilità e qualità dei servizi a spingerla così in alto.
Dove andare in Europa a febbraioiStock
Panorama di Lubiana, Slovenia
Al contrario, il caso di Francia e Italia dimostra che cultura e gastronomia da sole non bastano. La Francia, pur avendo 641 stelle Michelin, è soltanto al 24° posto, penalizzata soprattutto dal fattore sicurezza. L’Italia, invece, possiede il maggior numero di siti UNESCO dello studio, 61, e ben 376 ristoranti Michelin, ma il suo punteggio di sicurezza la porta all’11° posto complessivo. Un’altra sorpresa riguarda la Nuova Zelanda, prima assoluta nello studio per sicurezza, ma soltanto 29ª nella classifica generale: i pochi vantaggi riservati ai turisti senior e la questione degli sconti sui trasporti ne riducono infatti il punteggio complessivo. È la dimostrazione che, per questo indice, vince l’equilibrio tra più fattori e non il primato in una singola categoria.
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