Vivere per mesi nello spazio significherà sopravvivere a radiazioni, microgravità e risorse limitate, ma potrebbe prefigurarsi all'orizzonte un altro problema. In molti di chiedono come potrebbe reagire la mente quando ogni giornata verrà trascorsa dentro pochi ambienti artificiali, lontano dalla Terra e senza possibilità di uscire davvero? Una cosa è certa, le prime abitazioni e i confort offerti potranno fare la differenza.
E così, un gruppo di ricercatori statunitensi sta cercando di trasformare le reazioni emotive agli spazi in qualcosa che gli ingegneri possano utilizzare durante la progettazione, collegando 14 stati emotivi alle caratteristiche dell'ambiente costruito. L'obiettivo non è semplicemente creare basi lunari o marziane più belle, ma capire quali configurazioni possano favorire benessere e quali, al contrario, aumentino disagio e stress.In pratica, elementi come geometria, organizzazione degli spazi, illuminazione, colori e percezione dell'ambiente possono influenzare il modo in cui una persona si sente. Sulla Terra possiamo cambiare stanza, uscire o cercare un luogo diverso, ma in una futura base sulla Luna o su Marte questa libertà sarà estremamente ridotta.
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