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Tecnologia

I Google Pixel 11 traducono anche la lingua dei segni grazie all'AI di DeepMind

Tra le tante novità AI dei nuovi Pixel 11 presentati ieri da Google (a proposito: ci abbiamo già messo le mani sopra), ce n'è una che compie un bel passo avanti nel delicato e importante terreno dell'accessibilità. Gli ultimi smartphone di Mountain View infatti integrano un nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato da DeepMind (e quindi sempre all'interno della galassia Alphabet di Google) capace di trasformare la lingua dei segni in testo, portando per la prima volta questa tecnologia direttamente all'interno della tastiera Gboard e di Live Transcribe. In questo modo le persone sorde o comunque con problemi di udito possono sfruttare un'alternativa più naturale e immediata alla digitazione tradizionale. Sarà così possibile utilizzare la lingua dei segni per effettuare ricerche, scrivere messaggi o interagire con Gemini, senza dover necessariamente passare dalla tastiera. Il modello, battezzato Sign-Language-to-Text (SL2T), è stato addestrato su oltre 100.000 ore di dati relativi a diverse lingue dei segni: circa un quarto del materiale utilizzato riguarda l'American Sign Language (ASL), motivo per cui al debutto la tecnologia supporta esclusivamente la traduzione da ASL a inglese.


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