Quando Windows impiega troppo tempo ad avviarsi la causa non è necessariamente da ricercare in un hardware ormai obsoleto. Spesso il rallentamento della fase di caricamento è dovuto a file di sistema corrotti o a file residui presenti nel registro di sistema, accumulati nel tempo, che appesantiscono la sequenza di boot. Il sistema tenta quindi di correggere eventuali errori e ripristinare i file danneggiati, impiegando secondi preziosi prima di completare l'avvio.
Come evidenziato da XDA Developers, è possibile intervenire su tale problematica utilizzando alcune funzioni integrate di Windows, senza installare software di terze parti o modificare il registro di sistema. L'operazione va eseguita richiamando il classico prompt e inserendo nella riga di comando una serie di istruzioni.
I TRE COMANDI DA ESEGUIRE DAL PROMPT
Il processo di boot di Windows segue una sequenza precisa: firmware UEFI/BIOS > Boot Manager > kernel > Session Manager > ambiente desktop. Se anche un solo file o un cosiddetto manifest di un driver (identificati di solito con le estensioni XML, INI o YAML) risulta modificato, mancante o corrotto, il sistema prova a caricarlo, attivando una procedura di recupero. Solo dopo una serie di tentativi, che possono durare da pochi secondi fino a mezzo minuto, il boot prosegue.Il medio gamma che accontenta tutti? Nothing Phone (3a), compralo al miglior prezzo da Aliexpress.com a 279 euro.
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