Catturare la nascita di una supernova, per un astronomo, è davvero un sogno. Per trovare un parallelismo, è un po' come riuscire a fotografare il momento esatto in cui un fulmine colpisce il suolo.
Tutti vedono le conseguenze dell'esplosione, ma il primo istante dura così poco da sfuggire quasi sempre agli strumenti astronomici. Ecco perché è così eccezionale l'osservazione di SN 2026gzf, una supernova esplosa a circa 500 milioni di anni luce dalla Terra.
Quel brevissimo lampo iniziale, chiamato shock breakout, rappresenta il primo segnale luminoso prodotto quando l'onda d'urto generata dal collasso del nucleo della stella attraversa la sua superficie, ma di solito dura da pochi secondi a poche ore, e poi viene completamente oscurato dall'esplosione vera e propria. Per capirne la rarità dovete sapere che negli ultimi vent'anni era stato osservato con certezza una sola volta.
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