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La mobilità in Italia nel 2026: più spostamenti ma distanze più brevi

Il primo trimestre del 2026 evidenzia un'Italia sempre più in movimento. Secondo l'ultimo rapporto trimestrale dell'Osservatorio sulle tendenze della mobilità, pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oltre sette italiani su dieci (circa 36 milioni di persone) si spostano quotidianamente, generando oltre 91 milioni di viaggi al giorno.

Diminuisce la distanza pro capite

Benché il numero complessivo di viaggi faccia registrare una leggera crescita rispetto al 2025, si rileva una progressiva diminuzione della distanza percorsa: la percorrenza media pro capite è scesa del 3,8% in un anno, attestandosi a poco più di 23 chilometri. I flussi rimangono prevalentemente di natura locale, con ben due viaggiatori su tre che si muovono entro un raggio di 50 chilometri.

L’auto è il mezzo preferito

In questo scenario, l'automobile si conferma il mezzo di riferimento assoluto. A fine 2025 il parco circolante italiano ha toccato quota 41,4 milioni di vetture, registrando una progressiva transizione ecologica: le auto Euro 6 rappresentano ormai la quota maggioritaria del totale, mentre cresce costantemente il peso di modelli ibridi ed elettrici. Parallelamente, nei primi tre mesi del 2026 si rileva un incremento generale della domanda su quasi tutte le modalità di trasporto rispetto all'anno precedente: il traffico dei veicoli leggeri in autostrada cresce del 2%, l'Alta Velocità ferroviaria segna un +1% e il trasporto aereo passeggeri balza del 5%, superando ampiamente i livelli pre-pandemia del 2019.

Le differenze tra regioni

L'analisi evidenzia un Paese caratterizzato da forti disparità regionali. La popolazione attiva sul fronte della mobilità giornaliera oscilla dal 65% di Liguria, Puglia, Sicilia e Sardegna fino a valori prossimi all'80% in Marche, Umbria e Abruzzo. La Lombardia guida la classifica in termini assoluti con oltre 16,5 milioni di spostamenti giornalieri, mentre la Basilicata e il Molise registrano le quote più alte di mobilità fuori dai confini regionali (14-18%) e la maggiore percorrenza pro capite. Al contrario, nelle isole la quota di spostamenti extra-regionali scende ad appena l'1-2%, penalizzata da una minore accessibilità geografica.
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