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Tecnologia

Sony abbandona i giochi su disco: anche Anonymous contro la decisione

La notizia ha fatto il giro del mondo, com’era prevedibile. Da gennaio 2028 Sony non produrrà più i dischi fisici per tutti i nuovi giochi PlayStation. I titoli pubblicati prima di quella data continueranno a funzionare e i negozi potranno vendere le scorte rimaste, mentre le nuove uscite saranno distribuite soltanto in formato digitale, anche attraverso i rivenditori. Anonymous ha dedicato alla decisione un lungo articolo pubblicato su X in difesa dei supporti fisici. La tesi del gruppo hacker è semplice, e per molti anche condivisibile: eliminando il disco, Sony elimina anche l’ultima forma immediata di controllo che il giocatore conserva su ciò che ha pagato. Quando si preme il pulsante “Acquista” sul PlayStation Store, infatti, non viene trasferita la proprietà del software. Nei termini di servizio europei Sony parla esplicitamente di una licenza personale per utilizzare il prodotto, i termini statunitensi chiariscono persino che parole come “buy”, “purchase” e “own” non implicano alcun passaggio di proprietà dei contenuti o del software. Formalmente comunque anche il software contenuto su un disco viene concesso in licenza, ma il supporto fisico offre però qualcosa che il semplice download non può dare: una copia conservata dall’utente e un oggetto che può essere prestato, regalato o rivenduto. Per i giochi completi e che si possono utilizzare offline, il disco permette peraltro di continuare a giocare senza dipendere dal negozio digitale, dall’account o dallo stato dei server.Per i titoli progettati per funzionare sempre online il discorso è ed è sempre stato diverso. The Crew ne è un esempio: Ubisoft aveva venduto il gioco anche su disco fisico, ma a marzo 2024 ha spento i server rendendolo inaccessibile su tutte le piattaforme. Le confezioni sono ancora negli scaffali, ma il gioco che c’è dentro, nel disco, non va più. Il caso rafforza il punto sollevato da Anonymous. Nel mercato digitale l’utente dipende dalle scelte dell’azienda anche dopo aver pagato. Dal primo settembre 2026 ad esempio alcuni clienti PlayStation italiani perderanno l’accesso ai contenuti StudioCanal acquistati in precedenza perché Sony li rimuoverà dalle raccolte video a causa della scadenza degli accordi di licenza.


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