Ultimamente sentiamo sempre più spesso, troppo spesso, parlare del fenomeno dell’overtourism, un turismo di massa insostenibile che non riguarda più solo le grandi metropoli, ma persino i piccoli borghi e le città che un tempo godevano di molta più serenità, sotto questo punto di vista. A tal proposito, Sorrento è pronta ad aderire alla Carta di Amalfi, il protocollo nato per dare una risposta concreta all’overtourism nelle destinazioni italiane più visitate. Insieme a Capri e Amalfi, la città della Penisola Sorrentina punta a rafforzare una rete di amministrazioni che chiedono più strumenti per gestire gli arrivi, garantire la sicurezza e preservare la qualità della vita dei residenti. L’obiettivo non è limitare il turismo, che comunque rappresenta una risorsa economica non irrilevante, ma governare i flussi in modo più sostenibile, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Strade congestionate, centri storici sovraffollati, sbarchi continui e servizi pubblici sotto pressione sono infatti problematiche sempre più frequenti nelle località simbolo del turismo italiano.
Cos’è la Carta di Amalfi e quali Comuni hanno aderito
La Carta di Amalfi è un protocollo d’intesa nato nell’aprile del 2025 su iniziativa dei sindaci di Amalfi, Daniele Milano, e di Capri, Paolo Falco. Il progetto è stato creato per mettere in rete le principali destinazioni turistiche italiane accomunate dalle stesse criticità legate all’eccessiva pressione dei visitatori. Partita con sette Comuni fondatori, oggi la rete coinvolge oltre venti località ad alta vocazione turistica distribuite in tutta Italia.
iStock- Amalfi;
- Capri;
- Positano;
- Ravello;
- Ischia;
- Taormina;
- Arzachena-Porto Cervo;
- Cortina d’Ampezzo;
- Courmayeur;
- Pinzolo-Madonna di Campiglio.
Perché l’overtourism è una minaccia per Capri, Amalfi e Sorrento
Le tre località campane condividono una situazione sempre più complessa. Durante l’alta stagione migliaia di visitatori raggiungono quotidianamente i centri storici, mettendo sotto pressione infrastrutture, trasporti, servizi pubblici e sicurezza. Uno dei temi più delicati riguarda gli sbarchi a Capri, dove il numero di arrivi giornalieri rende difficile garantire una gestione efficace dei flussi. Il sindaco Paolo Falco ha spiegato che gli strumenti oggi a disposizione dei Comuni non sono più adeguati rispetto ai numeri registrati ogni giorno. Per questo il Comune di Capri presenterà uno studio realizzato in otto mesi di lavoro che servirà come base tecnica per chiedere alla Regione Campania e al Ministero dell’Interno nuove regole dedicate alla gestione degli sbarchi.
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