Ci dobbiamo abituare all'idea di un futuro in cui le guerre si combatteranno anche a livello orbitale, come in un film di fantascienza, perché ormai è assodato che prima o poi la protezione dai missili balistici avverrà direttamente nello spazio. Lo sappiamo perché questo è ciò a cui puntano gli Stati Uniti, che si muovono all'interno di un progetto noto come Golden Dome.
Va detto che sono davvero poco noti i dettagli, ma sappiamo che sarà altamente evoluto e dotato di un’infrastruttura software avanzata, affidata a un gruppo di aziende tecnologiche e della difesa che lavoreranno in sinergia. Detto ciò, gli Stati Uniti hanno iniziato a investire in una rete di lanci distribuita, e sebbene non lo dicano direttamente, il nuovo contratto da 266 milioni di dollari assegnato dalla U.S. Space Force a Rocket Lab non sembra essere per nulla casuale.
L'accordo prevede fino a 18 missioni suborbitali, dodici già confermate e altre sei opzionali, che saranno effettuate principalmente dal Pacific Spaceport Complex sull'isola di Kodiak, in Alaska.
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