Sono stati consegnati presso la Sala consiliare della Rocca dei Rettori, sede della Provincia di Benevento, i Premi, istituiti dalla Associazione ex consiglieri regionali della Campania (AREC), intitolati a Raffaele Delcogliano, l’uomo politico beneventano trucidato il 27 aprile 1982 a Napoli dalla Brigate rosse con il suo autista Aldo Iermano. All’invito dell’AREC hanno risposto: i familiari dell’assessore democristiano, la vedova Marina, le figlie Maria Teresa e Raffaella, i fratelli Erminia, Antonio e Felicita; la vedova, sig.a Angelina, ed il figlio, Carmine, di Iermano; numerosi amici delle vittime; ex assessori e consiglieri regionali, tra i quali Marco Del Vecchio, Ernesto Mazzoni, Guido D’Angelo, Mario Pepe, Salvatore Armato, Roberto Minicucci, Nicola Imbriaco, Bruno Casamassa; gli ex parlamentari Alfonso Tanga, Francesco La Saponara , Giovanni Zarro; l’ex europarlamentare e mentore di Delcogliano, Roberto Costanzo; il sindaco di Benevento del 1982 Antonio Pietrantonio; l’attuale presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo ed il presidente della Provincia Carmine Nardone.
L’ex presidente del Consiglio regionale Marco Del Vecchio ha coordinato la Cerimonia ed ha ricordato il valore ed il significato dell’azione politica di Delcogliano, ricordando che egli aveva tra l’altro promosso proprio alla vigilia dell’attentato un Convegno sulle ipotesi di nuovo assetto territoriale ed amministrativo per la Regione secondo una visione lungimirante ancora oggi valida. Del Vecchio ha quindi chiesto ai presenti di ricordare l’assessore beneventano e le altre vittime del terrorismo brigatista con un minuto di raccoglimento.
E’ stato Gennaro Melone, segretario organizzativo dell’AREC, ad introdurre i lavori. Melone ha definito Delcogliano “uomo di spirito altissimo, il cui esempio resterà indelebile ed incancellabile il suo ricordo nei nostri cuori”. L’ex consigliere, molto commosso, dopo aver detto che per lui resta difficile esorcizzare la difficoltà che tuttora prova nel transitare davanti alla lapide di via Marittima a Napoli che commemora l’eccidio Delcogliano-Iermano, ha ricordato gli esordi politici di Delcogliano e la sua straordinaria umanità che si manifestò soprattutto in occasione degli eventi sismici del 1980 e del 1981. Melone ha ricordato la terribile prova che toccò a Delcogliano, primo eletto tra i DC, allorché gli fu affidata la delega alla formazione professionale della Regione. Il clima dell’epoca, oltre che dal terrorismo, era reso incandescente proprio da “turbe di facinorosi” che assaltavano la Regione e gli Uffici della Formazione professionale perché, così dicevano, “volevano il lavoro”. Melone ha concluso il suo intervento citando un passo dell’Ecclesiaste sul significato della vita: “C’è Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire”.
La presidente Sandra Lonardo, nel prendere la parola, ha affermato che Delcogliano merita “la gratitudine dell’intera comunità campana” e nel ricordare anche l’autista Iermano, la presidente ha aggiunto che “il loro sacrificio non è stato dimenticato ed il loro esempio non è andato disperso”. Raffaele, ha detto poi Lonardo, era “una guida politica per tutti noi e l’orgoglio dell’intero Sannio”. Delcogliano era l’esempio di “una buona politica che si batte per il rispetto delle regole, per l’affermazione dei più meritevoli, che si spende per garantire pari opportunità, a tutti, senza distinzioni”. La Lonardo ha quindi detto che “ci sono ferite che il tempo non riuscirà ad emarginare, come quelle degli attentati patiti da tanti esponenti democratico-cristiani: Aldo Moro, Roberto Ruffilli, Vittorio Bachelet.
Ernesto Mazzoni, presidente della Commissione giudicatrice del Premio ed anche lui già assessore regionale, ha ricordato che la ragione dell’incarico a Delcogliano su una materia così spinosa come quella della formazione professionale era da ricercarsi, così almeno gli fu detto all’epoca, nel fatto che il politico beneventano era “immune da condizionamenti ambientali”. Mazzoni ha affermato che le vittime del terrorismo che la Regione (anche l’assessore Pino Amato fu trucidato) ha patito in quegli anni di piombo dovrebbero insegnare a tutti, soprattutto ai giovani, che la stessa Regione non era una savana, cioè non era un luogo di perversione politica, e quindi nessuna giustificazione poteva essere addotta allora e nemmeno invocata oggi a giustificare tanta barbarie.
Il presidente della Provincia Carmine Nardone ha dal canto suo affermato che il modo migliore di ricordare il sacrificio di Delcogliano è quello di lavorare per i giovani e per l’alta formazione al fine di definire un migliore percorso di sviluppo della società.
Ha preso infine la parola Antonio Delcogliano, fratello dell’assessore regionale: egli ha detto che l’entusiasmo di Raffaele e di Pino Amato e di molte altre vittime del terrorismo nel loro improbo lavoro in Regione e nelle Istituzioni deve essere preso ad esempio soprattutto dai giovani che oggi si trovano alle prese con grandi difficoltà sociali e politiche in un momento storico tanto particolare.
Sono stati infine consegnati i Premi “Raffaele Delcogliano” al dott. Pino Campidoglio e all’avv. Mario Cervone che hanno svolto con merito ed onore un saggio sul tema: “Funzioni regionali in tema di istruzione e formazione professionale: aspetti innovativi”.
Nella foto uno dei due premiati, l’avvocato Mario Cervone
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