Inaugurato questa mattina, presso la struttura integrata di via del Pomerio, il Centro di aiuto alle vittime dell’usura e dell’estorsione. All’evento hanno presenziato, tra gli altri, il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, l’assessore per la Tutela dall’usura e dall’estorsione, Italo Palumbo, il presidente dell’associazione A.L.I.L.A.C.C.O. – SOS Impresa Casa della Solidarietà, Amleto Frosi, e il prefetto, Giuseppe Urbano.
Il Centro di aiuto alle vittime dell’usura e dell’estorsione, promosso dall’assessorato per la Tutela dall’usura e dall’estorsione del Comune di Benevento e dall’associazione A.L.I.L.A.C.C.O. – SOS Impresa Casa della Solidarietà, punta a costruire concreti percorsi di aiuto alle vittime dell’usura e dell’estorsione.
“Riteniamo, infatti, che l’attività di aiuto, fondata sull’osservazione partecipante, può essere in grado di offrire un’esauriente base di “diagnosi locale” delle variabili spaziali, temporali e relazionali dell’insicurezza, e dunque dei fattori verso i quali indirizzare, su scala generale, degli interventi appropriati a cura delle componenti produttive” ha spiegato l’assessore per la Tutela dall’usura e dall’estorsione, Italo Palumbo, durante la cerimonia inaugurale.
L’azione di aiuto alle vittime si articolerà nelle seguenti fasi: primo contatto, ovvero telefonata della vittima al numero verde 800 406 600; primo ascolto, ovvero incontro degli operatori con gli utenti; denuncia con le forze dell'ordine, tutela della sicurezza ed economica; processo con contestuale costituzione di parte civile anche dell'associazione; intervento di mediazione sociale e recupero del nucleo familiare della vittima.
“Sono, inoltre, previste attività nella scuola per l’educazione all'uso responsabile del denaro e la promozione della cittadinanza attiva, oltre ad azioni di sensibilizzazione degli operatori economici – ha concluso l’assessore Palumbo -. Per diffondere e comunicare gli obiettivi e le metodologie degli interventi saranno attuate azioni combinate volte a sollecitare il coinvolgimento di tutti gli stakeholder, ovvero di tutti i soggetti potenzialmente interessati all’iniziativa: cittadini, operatori economici, studenti, i quali saranno raggiunti attraverso varie forme di comunicazione”.
Nel corso del convegno sul tema “L’impegno degli Enti Locali nella lotta all’usura e all’estorsione”, svoltosi in precedenza presso il Teatro Comunale di Benevento, il sindaco, Fausto Pepe ha spiegato che “l’amministrazione comunale di Benevento, interpretando nel senso più ampio possibile il proprio ruolo, ha voluto che si realizzasse lo sportello antiusura e antiracket sin dal primo momento del suo insediamento, tanto da conferire ad un assessore una specifica delega. L’obiettivo primario dello sportello è quello di promuovere le denunce degli operatori economici e la loro collaborazione con le forze dell’ordine”. Il sindaco ha poi ricordato che la Regione Campania “ha avviato percorsi innovativi con l’assessore Abbamonte. Bisogna completare il lavoro iniziato istituendo, finalmente, la figura del Commissario regionale antiracket ed antiusura, che non può ridursi al solo coordinamento delle associazioni esistenti ma che deve essere munito di poteri concreti d’intervento sul territorio regionale”. Il sindaco ha, infine, sottolineato che “bisogna investire risorse ed energie nelle scuole. Su questo fronte l’impegno del Comune sarà forte. La prima campagna di informazione, rivolta ai docenti ed agli studenti delle scuole superiori della nostra città sarà lanciata nel 2008”.
Al convegno sono intervenuti anche il prefetto di Benevento, Giuseppe Urbano, e il prefetto Marco Nunzella (in rappresentanza del sottosegretario all’Interno Marco Minniti), che hanno illustrato gli strumenti che lo Stato mette a disposizione delle vittime dell’usura e del racket, mentre il magistrato della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, Cesare Siringano, ha spiegato che il Sannio non è affatto immune da tali fenomeni, anche se la percezione resta bassa. Il referente regionale dell’associazione Libera, Geppino Fiorenza, ha ribadito l’importanza dell’attività informazione e formazione da svolgere nelle scuole, mentre il presidente dell’associazione A.L.I.L.A.C.C.O. – SOS Impresa Casa della Solidarietà, Amleto Frosi, ha ribadito la necessità di migliorare la l’assetto legislativo che riguarda il fenomeno in modo da evitare le cosiddette “scarcerazioni facili”, che hanno un impatto devastante sulle persone che stanno maturando l’idea di denunciare i propri carnefici.
Particolarmente toccante è stata, infine, la testimonianza dell’imprenditore Luigi Coppola, che alcuni anni fa ha denunciato i suoi estorsori, facendoli incarcerare, e da allora vive sotto protezione.
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