In merito al dibattito di questi giorni sulla possibile realizzazione di un impianto di dissociazione molecolare nel Sannio, il presidente del CdA dell’ASIA Benevento S.p.A, Lucio Lonardo, si è così espresso:
“Si susseguono, in questi giorni, iniziative e articoli da parte di politici, ma anche di rappresentanti della società civile, che contestano l’ipotesi, per la verità anche per noi peregrina, della realizzazione di un impianto di dissociazione molecolare come terminale per concludere il riciclo integrato dei rifiuti nella nostra Provincia.
A questo punto, ritenendo che la decisione, per questa strada di non ritorno, spetti, non solo agli addetti ai lavori, ma anche alla condivisione della intera comunità provinciale, è il caso, brevemente, di tracciare un identikit tecnico, comparandolo anche con altre metodiche attualmente in uso.
Premesso che la valorizzazione delle biomasse è uno dei punti di riferimento della strategia nazionale per la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, delle emissioni di anidride carbonica e, in particolare, per la riduzione della dipendenza energetica dell’Italia, attraverso la valorizzazione di risorse locali, è il caso di ricordare che si intende per biomassa la parte degradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.
E’ altresì utile ricordare che comunque la raccolta differenziata svolge un ruolo primario e prioritario nel sistema di gestione integrata dei rifiuti in quanto consente, da un lato, di ridurre il flusso dei rifiuti da avviare allo smaltimento e, dall’altro, di condizionare in maniera positiva l’intero sistema di gestione grazie alla valorizzazione delle componenti merceologiche dei rifiuti, alla riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti da avviare allo smaltimento indifferenziato, al recupero di materiali e di energia nella fase di trattamento finale,alla promozione di comportamenti più corretti da parte dei cittadini a beneficio di politiche di prevenzione.
Attualmente i processi di valorizzazione delle biomasse e RSU si distinguono in tre categorie principali: processi biochimici (digestione anaerobica, digestione aerobica, fermentazione alcolica), processi termochimici (carbonizzazione, massificazione, pirolisi, combustione diretta, steam explosion, produzione di metanolo), processi fisici.
La scelta dell’ASIA Benevento S.p.A. è indirizzata sulla strada della digestione anaerobica e non sulla dissociazione molecolare per motivi non tanto di valutazione energetica del processo o di confronto economico quanto di opportunità di ecosostenibilità.
La dissociazione molecolare è un processo termochimico che consiste nella scissione delle molecole organiche contenute nei prodotti in ingresso al trattamento e nella successiva trasformazione in combustibile gassoso, solitamente monossido di carbonio, idrogeno, metano.
I punti di debolezza di questa metodica sono rappresentati da: i pochi impianti realizzati, la tecnologia non consolidata, le caratteristiche di funzionamento e i dati sulle emissioni non certificati, la scarsa documentazione tecnico-scientifica, la pericolosità e i costi per lo stoccaggio dell’idrogeno.
Resta inoltre senza risposta di dove finiscano i metalli pesanti, di dove conferire le ceneri tossiche residue, oscillanti tra il 5% e il 10% ,a seconda del materiale conferito. Inoltre come depurare il syngas? E come la mettiamo con l’inquinamento originato dalle nanopolveri originate dalla sua combustione? La digestione anaerobica, invece, è stato concepita per il pretrattamento di materiale di scarto contenenti sostanze organiche con alte rese in biogas (senza necessità di depurazione ha comunque un’alta redditività calorica per il suo alto contenuto in metano), compost di qualità (vasta gamma di applicazione in agricoltura e orticoltura), frazione leggera, (viene utilizzata per produrre RDF per i cementifici), frazione pesante, (usata come sabbia per la copertura delle discariche o come pretrattamento per la bitumazione).
Ma soprattutto conferisce i famosi CIP6, da 1milione e mezzo di euro cadauno, che sono subito monetizzabili e quotati in borsa ed è, soprattutto, tecnologia sicura e affermata in tutti e 5 i continenti. E allora perché affidarsi a tecnologie sperimentali che dopo mesi possono rivelarsi inefficaci e inefficienti imboccando una strada di non ritorno perché non ci sarebbe più il tempo materiale per affidarsi ad altra tecnologia, avendo le altre province già chiuso, per tempo, il loro ciclo integrato dei rifiuti grazie a scelte tecnologicamente più valide? Salerno è già più avanti di noi proprio per il finanziamento regionale di un impianto tecnologico di queste caratteristiche, dopo studi ben più datati dei nostri, proprio a testimoniare come questa sia la tecnologia attuale e futura per risolvere, senza impatto ambientale, senza dispersione di nanoparticelle in atmosfera, ( come fanno anche i termovalizzazatori di ultima generazione) ma con un’ alta resa energetica ed economica grazie alla possibilità di immettere sul mercato commerciale il biogas, (ben altra cosa rispetto al syngas dei dissociatori) e su, quello azionario, la certificazione CIP6.
Del resto, a 2 mesi dalla scadenza del proprio mandato, svolto con competenza ed efficienza, l’On. Nardone non può assumersi la responsabilità di un impianto di cui non potrà seguirne la sperimentazione e l’evoluzione. Del resto l’attuale situazione di emergenza per i rifiuti in Regione Campania sconsiglia, anzi scoraggia, di adire a qualsiasi azione sperimentale: è indispensabile, invece, intraprendere, invece, azioni fatte di decisioni immediate che facciano proprie quelle tecnologie certe, acclarate, sperimentate, valide sotto tutti gli aspetti al fine di dare ai cittadini quella sicurezza che essi si attendono dalle Istituzioni a tanto preposte.
Istituzioni che devono riacquisire anche la loro fiducia, in tempi brevi, dopo averla persa proprio per l’andamento incerto, schizofrenico e anche troppo sperimentale della loro azione nella gestione dei RSU sul nostro territorio”.
Lucio Lonardo Presidente ASIA Benevento S.p.A
Testi ed immagini Copyright [...]
Articoli Correlati
- Ambiente, a Trieste la Summer School di ISPRA su ecosistemi marino-costieri e cambiamenti climatici
- Stati generali della Mobilità Sostenibile
- A ISPRA il Premio Nazionale per la Salvaguardia dell'Ambiente e del Territorio della SIGEA-APS
- Nuovo studio sulla diversità genetica del riccio europeo in Italia
- Là Fuori - Festival delle Scienze e dell'Arte
- Prima serie di documentari ISPRA sul monitoraggio della biodiversità
- Verde urbano, Ambiente, Paesaggio tra Governance e Territorio
- La Riserva Naturale Selva del Lamone: un ecosistema plasmato dal vulcanismo
- La natura della città democratica
- Esenzione dalla Ballast Water Management Convention
