Il “problema” rifiuti ha dato, dell’Italia e della Campania in particolare, un’idea di degrado sociale e politico in tutto il mondo. Ora, sembrerebbe che, con le buone o con le cattive, il Commissario De Gennaro tamponerà alla meglio l’emergenza, a noi preoccupa il dopo De Gennaro visti gli scenari che si profilano in merito al futuro smaltimento dei rifiuti urbani.
Tra qualche anno, forse anche in tempi meno dilatati, si presenterà ancora più devastante e imponente il problema approvvigionamento idrico. In quasi tutte le Regioni d’Italia si è proceduto ad una corretta gestione delle acque disponibili sul territorio, in Campania si continua ad adoperare impianti colabrodo e a far gestire “l’oro bianco” a società che badano soprattutto al profitto.
Dalle nostre parti, come abbiamo già detto, il 50% dell’acqua a disposizione si perde per strada, le condotte idriche sono vecchie e fatiscenti, non in grado di trasportare tutta l’acqua che proviene dalle sorgenti. Di fronte a questo problema enorme, gli amministratori, a tutti i livelli, anziché provvedere alla sostituzione delle condotte e al loro ripristino, continuano a dividere gli utili derivanti dal costo del prezioso liquido.
Ancora una volta ci preme sottolineare che, ogni società che “gestisce” l’acqua costa ai contribuenti che, ornai dalle società sono definiti clienti, costa alla popolazione milioni di euro l’anno. Un presidente di società grava sul bilancio della gente per 40,000 euro l’anno, una cifra da capogiro se si pensa alla incompetenza dei Presidenti, spesso designati non per competenza ma solo per appartenenza partitica. I consigli d’amministrazione e le strutture, spesso, sono dei veri e propri carrozzoni politici realizzati ad arte per accontentare gli amici egli amici degli amici, in barba all’efficienza del servizio che, potrebbe dare gli stessi risultati con strutture molto più sottili ed efficienti. Nessuno fa niente, nessuno reclama e, la povera gente, continua ad avere sul capo questa “spada di Damocle” che da un momento all’altro potrebbe creare una crisi idrica di proporzioni devastanti. Ekoclub, nella persona del suo Presidente Provinciale
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