E' interessante vedere gli amministratori della città e i consiglieri comunali gioire per la presentazione del Puc visto addirittura come una speranza di sviluppo per il territorio mentre viviamo gli effetti di una crisi economica globale che investe qualsiasi aspetto della vita dei cittadini che oggi hanno molte difficoltà a vivere nel loro presente e a programmare il proprio futuro.
Ogni giorno ascoltiamo proclami dai toni trionfalistici che dipingono Benevento come città votata allo sviluppo e alla crescita.
Ci chiediamo però che tipo di sviluppo? Lo sviluppo che favorirà gli interessi dei pochi, delle grandi lobby, delle grandi aziende costruttrici.
Benevento sarà uno snodo principale nella tratta ferroviaria e nei corridoi internazionali e intanto tagliano continuamente treni, danneggiando il diritto alla mobilità dei cittadini, per non
parlare della piattaforma logistica e delle solite promesse di sviluppo occupazionale mentre assistiamo ai licenziamenti dell'ipercoop e all'impotenza delle istituzioni locali dinanzi alle scelte perpetrate dai consigli di amministrazioni delle grandi aziende, che ci dovrebbe una volta per tutte
svelare e far capire l'inganno che si cela dietro all'agognato sviluppo che non arriva mai, nonostante vengano sperperati da decenni fior fiore di finanziamenti pubblici che vengono rastrellati dai soliti "portatori di sviluppo" danneggiando e mortificando fortemente gli interessi di una comunità .
Il Puc di questa amministrazione, in perfetto stile Pd contiene tutto ed il contrario di tutto.
Un piano regolatore finalizzato a promuovere diritti e a rimuovere le disuguaglianze, votato alla riqualificazione urbana e al recupero dei vuoti interni alla città, un piano regolatore fatto di buone intenzioni che però si trasformano in una febbre edilizia che a nostro avviso divorerà Benevento
producendo un modello urbano dissennato e devastante.
Già a luglio in occasione della discussione sulle linee generali al Puc Rifondazione Comunista aveva segnalato le contraddizioni insite all'interno di quel documento che da un lato proclama ripetutamente la ferrea tutela del suolo agricolo e del paesaggio e successivamente parla di piattaforma logistica e dell'erosione di 420 ettari di suolo che estenderebbe del doppio la superficie della città.
Un bene pubblico il paesaggio viene lasciato alla mercè degli interessi privati. Tutto il
contrario di quanto accade in Europa: in Germania dal 98' si è limitato il consumo di suolo a 10000 ettari l'anno, in Inghilterra si è deciso che solo il 30% delle nuove edificazioni può sorgere in aree libere ed il 70% in aree già costruite. Se passiamo dal consumo del suolo alla mobilità il discorso non cambia. Solo una piccola percentuale utilizza il mezzo pubblico in particolare
studenti e pensionati.
Una buona politica è quella capace di invertire la tendenza: promuovere e incentivare il mezzo pubblico e limitare l'uso del mezzo privato. Al contrario l'attuale espansione della città provocherà un uso ancora più massiccio dell'auto privata moltiplicando il traffico, congestionamento,
inquinamento. La stessa subalternità all'auto porta ad altre scelte devastanti come la costruzione di enormi megaparcheggi sotterranei e la riapertura del tunnel che collega Via delle Puglie con Via Martiri d'Ungheria. Ci chiediamo perché si procede in questa direzione dello sviluppo urbano che non solo non risolve i problemi della città ma li aggrava, moltiplicandone i fattori negativi. La piattaforma logistica non rappresenta un occasione di sviluppo per il territorio ma una grande occasione per alcuni di sperperare miliardi e miliardi di euro di finanziamento europeo a danno della comunità , dell'ambiente, del paesaggio, della qualità della vita.
Ci battiamo per una città capace di promuovere e garantire i diritti delle persone, i beni comuni,
la partecipazione. Diritti e beni comuni hanno bisogno della politica, di un governo della cosa pubblica in pubblico.
RIFONDAZIONE COMUNISTA BENEVENTO
CIRCOLO CICCIO ROMANO
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