Per trattare i rifiuti non servono le “diavolerie” di Nardone, né tanto meno gli inceneritori. Basta, invece, procedere alla raccolta secco/umido ed alla realizzazione di qualche impianto di compostaggio.
E’ questo, in sintesi, quanto emerso questa sera nel corso dell’incontro - dibattito “Una nuova politica per i rifiuti dopo dieci anni di disastri” organizzato dalla lista “la SINISTRA per il SANNIO” presso il Museo del Sannio di Benevento.
“La politica messa in atto nell’ultimo decennio dalla Provincia per lo smaltimento dei rifiuti è stata disastrosa – ha spiegato il candidato presidente, Antonio Medici -. Già nel 1998, su pressione del Comitato contro l’inceneritore, il Consiglio provinciale aveva optato per il Piano provinciale per il trattamento dei rifiuti, che puntava su una efficace raccolta della frazione umida-organica da “compostare” ed utilizzare per i ripristini ambientali, e sulla raccolta la frazione secca da riciclare. Invece, le amministrazioni presiedute da Nardone si sono concentrate sulla ricerca di soluzioni pericolose (inceneritori, termovalorizzatori, dissociatori molecolari, ossidoriduttori, gassificatori, pellettizzatori di ecoballe, ecc), che sono state finora scongiurate solo grazie alla mobilitazione dei cittadini, soprattutto quelli di Morcone e dell’Alto Tammaro, di Montesarchio e della Valle Caudina, di San Salvatore Telesino e della valle Telesina, di Castelpoto e della valle Vitulanese”.
Un aspetto, quest’ultimo, che è stato sottolineato anche negli interventi di Maria Pia Cutillo, comitato No Inceneritori di San Salvatore Telesino, Nicola Colangelo, comitato civico di Sant’Arcangelo Trimonte, Marilina Mucci, comitato civico di Guardia Sanframondi, e Gabriele Corona, associazione “Altrabenevento”. Corona, in particolare, si è rivolto al presidente uscente della Provincia, Carmine Nardone, chiedendogli di rendere pubblici i dettagli dell’accordo con la Provincia di Bergamo. “Quali commesse a favore del Marsec sono state ottenute in cambio del via libera all’inceneritore di S. Salvatore Telesino e del dissociatore molecolare della Valle Vitulanese? E se Nardone non intende rispondere, perché non lo fa al suo posto il segretario provinciale dei Verdi?”.
I candidato Yuri Di Gioia, Renato Siciliano e Massimiliano Francesca hanno infine spiegato che “La Sinistra per il Sannio sostiene con forza l’adozione dei metodi più moderni, economici ed ecosostenibili per il trattamento dei rifiuti: differenziata spinta, porta a porta, successiva differenziazione tramite Trattamento Meccanico Biologico e piccola parte residua, inerte, utilizzata nell’edilizia”.
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