• SABATO 19 SETTEMBRE 2026 - S. Gennaro vescovo
Lavoro

Cgil Campania, l’allarme del sindacato: Industria, autunno di crisi!

La Cgil Campania lancia l'allarme sulle crisi industriali in regione alla ripresa delle attività produttive dopo l'estate. La fermata della Fiat di Pomigliano, i cui dipendenti sono da ieri in Cassa integrazione per le prossime due settimane, si fa sentire sull'indotto auto in Irpinia: anche la Fma di Pratola, per tre settimane, ricorre all'ammortizzatore sociale. Nel Sannio sono a rischio 1.500 posti di lavoro; difficile in particolare la situazione del polo tessile di Airola. A Caserta preoccupano ancora le crisi di Ixfin, Finmek, Morteo, ex Alcatel e polo tessile di San Leucio. A Salerno sono con il fiato sospeso i lavoratori della Ideal Clima e, nel settore edile, della Traci. Senza contare le vertenze relative ai precari della scuola (solo a Napoli sono un migliaio le supplenze tagliate per il prossimo anno scolastico) e della sanità. Giovanni Brancaccio Sarà un autunno caldo per la Campania e nessuna delle cinque province è risparmiata da crisi industriali e occupazionali. A lanciare l'allarme è la Cgil Campania. Il sindacato guidato da Michele Gravano sottolinea come "le situazioni di crisi investono vari settori e, in maniera omogenea, le cinque province della regione". Secondo la Cgil le conseguenze del calo dei consumi si avvertono in particolare nel comparto alimentare ed in quello della grande distribuzione, mentre i provvedimenti contenuti nella Finanziaria "si fanno sentire soprattutto nel settore pubblico e nella scuola (vedere anche l'articolo in basso)". Sul fronte dell'istruzione, solo a Napoli sono un migliaio le supplenze tagliate per il prossimo anno scolastico, mentre 1.500, denuncia la Cgil, sono i precari della sanità a rischio in Campania e 5mila gli esuberi nei Consorzi di bacino per l'igiene ambientale. Il sindacato segnala anche possibili problemi per il taglio dei posti letto nella sanità privata e la "difficile" situazione nei call center. Passando alla mappa delle crisi provincia per provincia, ad Avellino la Cgil segnala i "forti effetti" della crisi dell'indotto auto. L'asfissia del mercato e la conseguente Cassa integrazione decisa da Fiat per tutti gli stabilimenti, compreso quello di Pomigliano d'Arco, non potevano non farsi sentire. E così anche la Fma di Pratola Serra va in Cassa integrazione, per tre settimane. In Irpinia la crisi, sottolinea la Cgil, riguarda anche la concia e il manifatturiero. Nel Sannio, secondo i calcoli della Cgil, sono quasi 1.500 i posti di lavoro a rischio. Trecento alla Fil di Sant'Agata dei Goti, azienda di lavorazione del tonno, 150 nell'area di cablaggio di Limatola, 450 al polo tessile di Airola ed alcune centinaia nel settore della grande distribuzione commerciale e nel distretto industriale di San Marco dei Cavoti. A Caserta. per il sindacato, la situazione resta difficile alla Ixfin, alla Finmek (vedere servizio a pagina 40) alla Morteo, alla ex Alcatel e al polo tessile di San Leucio. Per quanto riguarda Salerno, infine, è ancora crisi alla Ideal Clima, alla Mcm, alla Finmek di Pagani e, nel settore edile, alla Traci. A livello di singoli settori, la Cgil denuncia come la mancanza di semola stia provocando problemi ai pastifici campani. Stessa situazione alla Algida di Caivano dove le scorte di magazzino, per il calo dei consumi, rischiano di provocare uno stop alla produzione. A Napoli, infine, il settore metalmeccanico presenta situazioni a rischio: non solo la Fiat di Pomigliano, ma anche l'Atitech di Capodichino, interessata dal Piano Fenice varato dal Governo per far rinascere Alitalia.

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