Non mi stupisce affatto la richiesta dei rappresentanti la minoranza di chiedere che il caso Delvino venga discusso in consiglio. Nulla di più corretto politicamente. Qualora, però, si valutano situazioni e circostanze ben precise che preferirei tacere, l'intento, almeno per alcuni di questi, è solo quello di generare la rissa. Ed alla provocazione io non ci sto, nè oggi, nè per il futuro. Credo di aver ben spiegato nei dettagli cosa si è verificato e di aver agito con limpidezza d'intenti. Se, poi, i consiglieri di maggioranza provavano piacere a permettere che i cittadini fossero vessati con photored che, per ogni sanzione, prevedevano una penale di 160 euro, ciò non potevo avvalorarlo. E, poi, suvvia, non credano che il popolo abbia la memoria corta. Si porta in campo ogni volta Tosato. Quest'ultimo è diventato il paravento per tentare di colpire l'avversario politico. Ma cosa hanno fatto gli odierni soloni quando per lunghi anni, puntualmente ogni giorno, presso il comando, si viveva in un campo di battaglia. Allora hanno fatto come lo struzzo, oggi, d'improvviso, diventano soloni intrisi di saggezza e difensori integerrimi del danaro pubblico. Sì, noi abbiamo pagato Tosato per porre fine ad un periodo difficile per il comando, ma, per onestà, D'Alessandro e Boccalone ci spieghino perchè non hanno, all'epoca, preteso il rimborso di quanto Tosato doveva all'ente. Una somma molto maggiore della nostra liquidazione. Un dossier di 300 pagine che presenterò alla città con le firme in calce di alcuni dei firmatari della convocazione di consiglio. Oggi, almeno abbiano il pudore di zittire anche se mi rimane l'amarezza che tra i firmatari della convocazione di consiglio scorgo i nomi di amici con i quali, in questi giorni, in privato, ho confidato tutta la mia amarezza. Tutto questo è ignobile, decisamente ignobile. Quindi, per me, la discussione sul caso Delvino è chiusa. Alle provocazioni non scenderò anche se, come sempre, so difendermi. Le mie mani sempre pulite, fors'anche limpide, mi permettono, senza tema, di difendermi da chi ha fatto e fa politica per mestiere. Al consiglio non ci sarò. Le abituali invettive che, puntualmente in ogni seduta di consiglio, il solito tuttologo rivolge al sindaco, che, con la signorilità che lo distingue, non lo risponde, se le dirà ed ascolterà da solo. E tanto merita.
Giuseppe De Lorenzo
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