Sull’avanzare della protesta del mondo della scuola, con studenti e docenti insieme nelle piazze italiane contro il recente decreto Gelmini, interviene il movimento giovanile dell’Italia dei Valori sannita, per bocca del Commissario Provinciale Francesco Zoino: “Il decreto legge 137/2008, noto come decreto Gelmini, rappresenta, senza dubbio alcuno, un provvedimento intriso di equità, dal momento che, in maniera assolutamente imparziale, scontenta e mortifica il sistema scolastico nella sua interezza. L’avanzare di una protesta sempre più forte e “rabbiosa”, in quanto indirizzata a colpire in maniera chiara le fondamenta del mondo scolastico, il cui buon funzionamento risulta alla base di un adeguato ed efficiente trasferimento di competenze e conoscenze, ne è una lampante dimostrazione. Le manifestazioni pacifiche hanno evidenziato un malcontento esteso, nonché una condivisione di intenti, risultante prioritaria rispetto anche alle più evidenti diversità culturali e politiche. Il ritorno al passato previsto dal decreto Gelmini, sintetizzabile in alcuni specifici interventi apprezzabili, non può rappresentare lo spauracchio dietro cui trincerarsi, al fine di celare le ingenti misure restrittive che il provvedimento contestato comporta. Le più significative prevedono tagli agli organici ed alla didattica, al fine di far risparmiare nel prossimo triennio 7,8 miliardi di euro alle casse dello Stato con la soppressione di altre 87 mila posti di docente in tutti gli ordini di scuole. Tagli che non risparmieranno nemmeno il personale ATA il cui organico sarà abbattuto del 17 per cento con la soppressione di 44.500 posti di lavoro tra direttori amministrativi, collaboratori scolastici, amministrativi ed assistenti tecnici. Per non parlare del “maestro unico”, peraltro in controtendenza rispetto alla marcata interdisciplinarietà della scuola moderna, che consentirà anche alle ex elementari di dare il proprio contributo ai tagli, sottraendo, a fine manovra, rispetto all’organico corrente, tra i 20 ed i 30 mila posti. Questi alcuni degli interventi che colpiranno la scuola italiana, a scapito degli insegnanti, degli studenti e delle rispettive famiglie. A loro va la nostra solidarietà ed il nostro sostegno politico, affinché non siano costretti a pagare amaramente, a causa di eventi estranei e distanti anni luce dal sistema scolastico, colpe altrui. Questo decreto affossa la crescita culturale italiana, una delle peculiarità del nostro Paese, senza mezze misure ed in maniera indiscriminata, favorendo contestualmente un ampio disorientamento ed una crescente disaffezione dalle scuole di tutti gli attori interessati”.
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