Eurobond: cosa sono, come funzionano, chi li vuole Panorama.it - 08/04/2020 17:14:42

Eurobond: cosa sono, come funzionano, chi li vuole



In Europa cresce la consapevolezza che per affrontare un'emergenza straordinaria come quella che il continente intero sta attraversando a causa dell'epidemia del Coronavirus servano strumenti straordinari sia da un punto di vista politico sia da un punto di vista economico e finanziario.
In questo momento è assolutamente prioritario disporre di liquidità sufficiente per finanziare le spese sanitarie, ospedaliere e a sostegno all'ingranaggio economico dei Paesi dell'eurozona. Tra gli strumenti finanziari a sostegno delle economie nazionali dei quali si discute oggi nel corso della videoconferenza tra i capi di Stato e di Governo dell'UE ci sono anche i cosiddetti Eurobond, ovvero titoli di Stato comunitari garantiti dalla BEI (Banca Europea degli Investimenti) o da altri organi creditizi che non siano la Banca Centrale Europea. Si tratta di obbligazione che essendo "comuni" non appartengono a nessuno stato membro e quindi non vanno chieste in "prestito", ma possono essere messe a disposizione di chi ha bisogno per immettere liquidità nel circuito nazionale.E' progetto del quale si torna ciclicamente a parlare da anni come strumento potenzialmente risolutivo per aggregare il fabbisogno di finanziamento dei singoli paesi sotto un'unica bandiera, ma la realizzazione di queste ipotetiche obbligazioni comuni non che non è mai stata attuato a causa della storica mancanza di una politica finanziaria comune nell'Unione Europea, indispensabile per far sì che il risanamento del debito implicito nell'emissione di un bond non sia a carico degli stati dalle economie più stabili (nello specifico quella tedesca, olandese e scandinava).A premere per l'emissione di Eurobond, meglio detti Coronabond, sono soprattutto Italia, Francia e Spagna che hanno firmato una lettera indirizzata al Presidente Charles Michel invocando l'emissione di bond comunitari per 500 miliardi di euro.«E' necessario – si legge nella nota - lavorare su uno strumento comune di debito emesso da una istituzione europea per raccogliere fondi sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli stati membri, assicurando così finanziamento stabile di lungo termine per le politiche necessarie per contrastare i danni provocati dalla pandemia». Berlino ha invece ribadito che "si stiano mettendo in piedi già una considerevole serie di misure per contrastare gli effetti economici del Coronavirus a livello europeo". Stanno dalla parte di Italia, Spagna e Francia anche Belgio, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Slovenia. La stessa presidente BCE Christine Lagarde ha parlato di una possibile emissione di Eurobond una tantum. La numero 1 delle Banca Centrale Europea ha sottolineato che bisognerebbe "pensarci seriamente".La spesa degli Eurobond dovrebbe avvenire a debito degli Stati nazionali e sarebbe quindi necessario creare una situazione di stabilità dei tassi per supportare al meglio lo sforzo nell'incremento del debito pubblico, stabilità mai come oggi lontana visto quello che sta accadendo a livello comunitarioCome osserva Forbes un secondo aspetto del problema è quello connesso all'utilizzo regionale del bond universale."Alcuni paesi – scrive il magazine economico - potrebbero necessitare di un volume di investimenti sproporzionato, il che farebbe essenzialmente ricadere il costo netto del finanziamento su altri paesi. I contribuenti di questi ultimi potrebbero ragionevolmente chiedersi il perché. È quindi necessario un iter politico per arrivare a questa soluzione".I tempi però stringono e il bisogno di liquidità si fa sempre più impellente e non solo in Italia. La sanità spagnola è al collasso, l'Italia fa sempre più fatica a sostenere il numero di casi di pazienti affetti da Covid-19, la Francia segue a ruota e persino la ferrea Germania inizia a subire i colpi del Coronavirus. L'Europa è a un bivio: o da questa emergenza esce rafforzata raggiungendo quell'unione che fino a oggi è stata più teorica che reale oppure quando tutto sarà finito bisognerà ricominciare da capo con la consapevolezza del fallimento del concetto stesso di Unione Europea.



Leggi l'articolo Completo su Panorama.it

Aticoli Correlati