Si è conclusa la prima fase dell’agrimercato dei produttori agricoli sanniti e, come si legge dal comunicato stampa dell’Adiconsum, si apre a sviluppo ulteriore una esperienza certamente positiva per impostazione, ma che comporta una serie di problematiche che vanno affrontate e risolte insieme, all’interno di un sistema di relazioni che necessariamente deve coinvolgere le istituzioni, i produttori agricoli e i consumatori.
Le tipologie dei ‘farmer’s market’ possono essere molteplici ma sintetizzabili in due grandi filoni. Il primo è sicuramente il rapporto qualità-prezzo, il secondo l’aspetto prezzo-filiera corta, capace di invertire tendenze che fanno corrispondere al prezzo basso riconosciuto al produttore, un rincaro commerciale fortissimo che determina un livello di prezzo finale non più sostenibile dal consumatore.
Si tratta di un percorso che all’interno di un sistema di norme e di comportamenti affermi, con trasparenza, patti chiari e allontani tentazioni di furbizie nascoste. Un ruolo centrale in tale iniziativa, promossa dalla Coldiretti sannita, lo sta avendo la Segreteria Provinciale dell’Adiconsum, associazione dei consumatori da sempre sensibile alle questioni di tutela ambientale, della salute e delle tipicità sannite. L’associazione ha accolto con favore tale iniziativa in quanto è ormai noto che la vendita diretta presso il mercato accorcia la filiera, favorendo un rapporto biunivoco produttore-consumatore che può determinare l’abbassamento dei prezzi. Inoltre, continua la nota dell’Adiconsum, la vendita degli imprenditori agricoli nei mercati della propria zona garantisce al consumatore un prodotto fresco, di qualità e del territorio. Bisogna sapere che la domanda di qualità e freschezza dei prodotti sono la principale motivazione d’acquisto per i consumatori anche più del prezzo. Questo fa capire bene come oggi la sicurezza alimentare sia al centro delle aspettative del “nuovo” consumatore sannita. Bisogna anche sottolineare però che per evitare furbizie ed inganni, occorre che le associazioni di categoria in sinergia controllino e certifichino realmente i prodotti alimentari provenienti dalle campagne circostanti per evitare così speculazioni sulla qualità e sul prezzo finale da parte dei rivenditori. Per questo è necessario attivare un Centro Servizi in cui collaborano sinergicamente l’Adiconsum, la Coldiretti e le istituzioni comunali e provinciali. La promozione di itinerari del gusto, agrituristici, vacanze “verdi” e le tanto famose osterie a kilometri zero, dove tutti gli esercenti convenzionati proporranno ai consumatori uno o più menù costituiti da specialità delle campagne circostanti, sono solo alcune delle proposte che l’associazione dei consumatori porterà avanti all’interno del suddetto progetto. Tutto questo, afferma l’Adiconsum, dovrà portare alla realizzazione di un marchio distintivo, gestito con il coinvolgimento delle parti interessate, che andrà a ricoprire un ruolo fondamentale sul mercato per trasmettere ai cittadini-consumatori il posizionamento, il target e le caratteristiche dei prodotti offerti. In conclusione l’Adiconsum attraverso la realizzazione dei Farmer’s market auspica un rilancio dell’immagine dei prodotti locali, la sensibilizzazione e lo sviluppo di una cultura alimentare, al fine di costruire un dialogo aperto e attento che porti a promuovere un “ruolo attivo”dei cittadini-consumatori.
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