• GIOVEDÌ 17 GIUGNO 2021 - S. Ranieri confessore

IBM presenta il primo chip a 2 nm: più potenza, minori consumi energetici

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IBM ha presentato i primi chip realizzati ricorrendo a un processo produttivo a 2 nm. Un traguardo che viene presentato come una vera e propria pietra miliare perché potranno essere utilizzati nei computer, negli smartphone, nei dispositivi ultraportatili ma anche sui server più potenti.
Creati presso lo stabilimento di Albany (New York), secondo i portavoce di Intel i nuovi chip sarebbero in grado di migliorare del 45% le prestazioni degli attuali chip a 7 nm - realizzati dalle aziende più note - mantenendo inalterati i consumi energetici oppure offrire le stesse performance con il 75% dell'energia che ci vuole oggi.
IBM non ha citato alcun produttore di semiconduttori ma il termine di paragone sembra essere la taiwanese TSMC che produce chip, ad esempio, per Apple e AMD.

Abbiamo detto tante volte che paragonare i processi produttivi di un produttore con quelli di un altro non è corretto e può condurre a grossolani errori: Intel potrebbe rinominare i processi produttivi dei suoi processori.


Secondo IBM quello appena compiuto sarebbe un importante passo in avanti rispetto all'offerta del mercato: il chip a 2 nm di Big Blue integra 50 miliardi di transistor su un chip della dimensione di un'unghia rispetto ai 30 miliardi del nodo a 5 nm risalente al 2017.

I tecnici di IBM spiegano che è stato fatto uso della tecnologia Nanosheet o GAAFET, evoluzione della tecnologia FinFET utilizzata nei processori Intel.



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