La crisi delle memorie sta travolgendo tutto il mercato tech, incluso quello dei PC: gli effetti sono già visibili oggi, con l'aumento dei costi produttivi che ha già causato l'aumento dei prezzi finali, e le previsioni per il 2027 non sono certo ottimistiche. In questo contesto, l'ultima mossa di Microsoft molto probabilmente presenterà un altro conto ai consumatori.
Secondo quanto riportato dalla testata cinese United Daily News, il colosso di Redmond avrebbe aumentato in maniera significativa i costi delle licenze di Windows per i produttori. Un dirigente dell'industria PC ha spiegato che Microsoft tende normalmente ad aggiornare ogni anno questi prezzi con incrementi nell'ordine di pochi punti percentuali. Da luglio, però, l'aumento medio sarebbe salito tra il 7% e il 10%, una variazione decisamente più consistente rispetto al passato.
L'aumento non riguarda chi acquista Windows separatamente (quelli sono invariati), ma le aziende che assemblano PC e li commercializzano con Windows preinstallato. Va tenuto presente che Microsoft applica inoltre condizioni differenti a seconda del produttore, del dispositivo e degli accordi commerciali: di conseguenza l'impatto non sarà necessariamente uguale per tutti.
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