Studiare un animale selvatico da vicino non è così facile, perché più il ricercatore si avvicina, più rischia di modificare proprio il comportamento che vorrebbe osservare. E allora servono teleobiettivi incredibili, fototrappole e non dimentichiamo i droni, che hanno di fatto ridotto il problema, anche se rimangono strumenti esterni all'ambiente dell'animale.
Se poi ci troviamo a quasi 4.700 metri di quota, tra permafrost, prati soffici e pendii ricoperti di ghiaia, anche raggiungerli diventa complicato. Forse un un cane robot potrebbe trasformarsi nello strumento scientifico ideale, e così, nella riserva naturale di Serling Tso, in Cina, DEEP Robotics di ha provato. Per farlo ha utilizzato il Lynx M20 per seguire e filmare le antilopi tibetane durante la stagione migratoria.
Tra luglio e settembre, infatti, grandi branchi tornano nella zona con i piccoli appena nati, pertanto le immagini raccolte permettono così di documentare migrazione, alimentazione e allattamento limitando la presenza umana vicino agli animali.
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