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Tecnologia

'Tutto ok, è iPhone': il Codacons presenta un esposto sulla pubblicità con il bambino

La pubblicità Apple con il bambino di circa due anni e l’iPhone tra le mani continua a far discutere. Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano e ha chiesto verifiche ad Agcom, Antitrust e Garante per l’infanzia sulla campagna 'Tutto ok, è iPhone', già finita al centro delle polemiche per il messaggio che potrebbe trasmettere sull’uso degli smartphone nella primissima infanzia.

L’associazione chiede di verificare se la campagna possa presentare profili di scorrettezza rispetto alle norme a tutela dei minori e dei consumatori. Il Codacons chiede alle autorità di acquisire anche la documentazione relativa all’ideazione e alla diffusione della campagna e di valutare il possibile impatto del messaggio sulle famiglie e sui bambini. Alla Procura di Milano viene invece chiesto di esaminare i fatti sotto eventuali profili di rilevanza penale.

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Va detto chiaramente: un esposto non significa che sia stata accertata una violazione, e non implica automaticamente l’apertura di un procedimento contro Apple. Al momento ci sono richieste di verifica e nessuna decisione delle autorità sulla liceità della campagna. Apple non ha commentato pubblicamente la vicenda. Nessuna presa di posizione è arrivata neppure da TIM, il cui logo compare sul cartellone milanese.

Il Codacons precisa anche cosa contesta. Non la presenza di un bambino in una pubblicità e nemmeno lo smartphone in quanto tale. Il problema, secondo l’associazione, è l’insieme: un bambino apparentemente di circa due anni, il telefono tra le mani e una frase rassicurante come 'Tutto ok'. L’immagine può così essere letta non solo come una dimostrazione della resistenza dell’iPhone, che è evidentemente l’obiettivo della campagna, ma anche come una rappresentazione normale dell’uso dello smartphone nella primissima infanzia.

Su questo punto il Codacons richiama anche le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità. Nell’ambito della Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni, l’ISS raccomanda di evitare l’esposizione agli schermi sotto i due anni e continua a sottolineare l’importanza di informare genitori e adulti sui rischi legati a un utilizzo troppo precoce. Questo nuovo esposto arriva a pochi giorni dall’intervento di Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, che aveva già trasmesso la segnalazione sul cartellone ad Agcom, Agcm e Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria. Terragni aveva parlato del rischio di normalizzare il cosiddetto 'baby-sitting elettronico'.
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