TSMC avrebbe completato lo sviluppo e la validazione del processo A16, tecnologia di classe 1,6 nm che potrebbe entrare in produzione di massa già nel quarto trimestre del 2026. La notizia arriva dalla stampa taiwanese e rende un po' più precisa la finestra indicata finora dalla società, che aveva parlato più genericamente della seconda metà dell'anno.
A16 sarà destinato soprattutto ai chip per data center, AI e sistemi HPC. La novità più interessante riguarda la tecnologia Super Power Rail, che porta la rete di alimentazione sul lato posteriore del chip. In pratica, i collegamenti che portano corrente vengono separati da quelli usati per i segnali, riducendo parte della congestione e migliorando l'efficienza complessiva. TSMC indica prestazioni superiori dell'8-10% rispetto a N2P a parità di tensione. A parità di prestazioni, invece, i consumi possono scendere del 15-20%, mentre la densità aumenta fino a circa il 10%.
Almeno all'inizio, A16 difficilmente finirà sugli smartphone. I primi utilizzi sono attesi soprattutto nei chip per server e sistemi AI, dove consumi e densità contano molto. Nel mobile il prossimo passaggio resta quello ai 2 nm, che dovrebbero essere utilizzati dalle prossime generazioni di chip di Apple, Qualcomm e MediaTek.ì TSMC ha già avviato la produzione di volume del processo N2 alla fine del 2025. A16 rappresenta quindi un ulteriore passo in avanti rispetto alla tecnologia che inizieremo a vedere sempre più spesso sui dispositivi consumer nel corso dei prossimi mesi.
Più avanti arriverà anche A14, previsto in produzione nel 2028. Come ormai accade da tempo, sigle come 2 nm, 1,6 nm e 1,4 nm non corrispondono più direttamente a una precisa misura fisica del transistor, ma servono soprattutto a distinguere le diverse generazioni dei processi produttivi.
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