La Commissione europea ha accettato il piano d’azione presentato da Temu per rimediare alle violazioni del Digital Services Act che lo scorso maggio erano costate alla piattaforma una maxi multa da 200 milioni di euro. Al centro della vinceda il rischio di vendita di prodotti illegali o non conformi sul marketplace cinese.
Il piano si articola in cinque interventi. Temu dovrà condurre un’analisi dei rischi specifica della propria piattaforma, usare indicatori affidabili per misurare l’efficacia delle contromisure, verificare i limiti dei sistemi di moderazione e studiare se gli algoritmi di raccomandazione possano amplificare la diffusione di prodotti illegali. Dovrà inoltre analizzare eventuali manipolazioni operate dai venditori per aumentare la visibilità di inserzioni problematiche.
L’azienda adesso può contare sui quattro mesi concessi da Bruxelles per effettuare una valutazione intermedia dei rischi sul semestre che termina il 30 novembre così da verificare l’attuazione delle misure previste. Temu, tramite un portavoce sentito da Reuters, ha accolto positivamente l’approvazione del piano. La vicenda ha origine nell’indagine europea avviata nel 2024. A maggio 2026 la Commissione aveva concluso che Temu non aveva valutato con sufficiente accuratezza i rischi sistemici legati ai prodotti illegali: secondo Bruxelles, la precedente analisi si basava troppo su dati generali dell’e-commerce e sottostimava la probabilità che gli utenti europei si imbattessero in articoli non conformi.
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