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Tecnologia

Tassa UE sui pacchi cinesi, importazioni in calo fino al 40%

Dopo anni in cui comprare un oggetto da pochi euro su una piattaforma asiatica è stato piuttosto semplice, ora la festa è finita e quel vantaggio che consentiva ai piccoli pacchi di entrare nell'Unione europea senza pagare dazi doganali, non esiste più. La scorciatoia commerciale aveva contribuito alla crescita dell'e-commerce cinese, ma Bruxelles ha poi deciso di rendere il tutto meno conveniente, e chi era abituato ad acquistare dai celebri shop cinesi, se n'è sicuramente accorto che il vantaggio è venuto meno. Dal 1° luglio l'UE applica infatti una tassa di 3 euro per ogni categoria di prodotto contenuta nei piccoli pacchi. Morale della favola, un carrello su Temu, Aliexpress o altri shop simili, con 4-5 prodotti a basso costo, finiva per costare nei casi più estremi12-15 euro in più, rendendo il tutto meno allettante. E i primi effetti sembrano notevoli, perché stando ai dati delle dogane francesi citati dal ministero dell'Economia, il numero di queste spedizioni sarebbe già diminuito tra il 30% e il 40%. Quando un prodotto costa pochissimo, aggiungere 3 euro non rappresenta un piccolo rincaro, ma può cancellare quasi del tutto il vantaggio che spinge il consumatore a ordinarlo direttamente dalla Cina.


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