Pare che Samsung intenda privare il prossimo modello “Plus” della sua famiglia di smartphone top di gamma di una funzionalità che potrà sembrare trascurabile ai più, ma è piuttosto importante: il supporto alla connettività UWB (Ultra-Wideband), che permette ai dispositivi che ne sono dotati di essere localizzati da, e a loro volta localizzare, altri dispositivi UWB, con molta più precisione rispetto ad altri sistemi, per esempio basati su Wi-Fi e Bluetooth. L’informazione proviene da fonti ufficiali, ma non è necessariamente super affidabile.
Tutti e quattro i dispositivi della famiglia (ricordiamo: “base”, Plus, Ultra e l’inedito Pro) sono a quanto pare stati avvistati recentemente sul database del MIIT, il Ministero cinese dell'Industria e delle Tecnologie dell'Informazione, che riportando tra l’altro alcune caratteristiche fondamentali di connettività. E solo i due modelli più prestigiosi, il Pro e l’Ultra, risultano dotati di UWB. La tecnologia è presente nel modello Plus da diverse generazioni ormai, fin dai tempi di Galaxy S21. Era praticamente l’unico elemento che lo distingueva dal Galaxy S “base”, oltre naturalmente a un display più grande e una batteria più capiente (e in certe generazioni a velocità di ricarica leggermente più alte).Nel complesso sembra che la società sembra intenzionata a stratificare in modo un po’ più netto la sua famiglia di flagship: è lecito ipotizzare che in ultimo l’obiettivo sia arrivare a fare un po’ come Apple, che sostanzialmente propone due smartphone, ognuno in due taglie diverse. Per chiarire, al momento ancora non ci siamo: il Pro debutta solo quest’anno, ma si vocifera che non sarà semplicemente un S27 Ultra più compatto. Ci saranno alcune rinunce anche grosse, a partire dal supporto alla S Pen, e forse pure Privacy Display e un comparto fotografico un po’ meno raffinato.
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