Samsung Electronics ha avviato una collaborazione con l'Oak Ridge National Laboratory, istituto di ricerca del Dipartimento dell'Energia statunitense, per sviluppare tecnologie di riscaldamento di nuova generazione basate sulla compressione di vapore. L'obiettivo è garantire riscaldamento e una produzione di acqua calda efficiente e stabile anche sotto i -30 °C, per cui come luogo di test è stata scelta la città di Fairbanks, in Alaska, dove le temperature possono scendere fino a circa -40 °C.
La tecnologia citata (di compressione del vapore) funziona trasferendo il calore dell'aria all'interno degli ambienti chiusi. Ovviamente, a -30 e -40 °C il calore esterno disponibile è pochissimo, ma la sfida di Samsung è proprio riuscire a far funzionare i suoi sistemi e a mantenerli efficienti in condizioni così sfavorevoli.
Anche a -40, infatti, c'è energia termica nell'aria: le molecole hanno comunque energia che si può sottrarre e utilizzare nei sistemi a pompa di calore. Sistemi che sfruttano un refrigerante che, nell'evaporatore, ha una temperatura ancora più bassa dell'aria esterna, e in virtù di ciò può assorbire l'energia termica "esterna" e passare da liquido a vapore. Il vapore poi viene compresso e, aumentando la pressione, aumentano fortemente anche temperatura ed energia del refrigerante. Nel condensatore, successivamente, il refrigerante caldo cede il proprio calore all'acqua dell'impianto o all'aria dell'edificio e torna allo stato liquido. Infine, nella valvola di espansione, la pressione del refrigerante viene abbassata, facendone diminuire la temperatura, e il ciclo può ricominciare.
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