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Tecnologia

Pannelli solari spaziali, questa nuova costruzione li rende molto più convenienti

I ricercatori del Fraunhofer ISE e l'azienda americana Source Energy hanno dimostrato che è possibile usare celle solari al silicio (lo stesso materiale dei pannelli fotovoltaici terrestri) anche nello spazio, riducendo in questo modo i costi legati all'utilizzo di materiali sofisticati (arseniuro di gallio e altri semiconduttori III-V). È vero che tali materiali sono molto efficienti e resistenti alle radiazioni dello spazio, ma sono anche molto costosi. Il team ha dunque presentato un'alternativa basata su celle al silicio economiche + una tecnica speciale di collegamento delle celle che le rende adatte all'ambiente spaziale. La soluzione fa perdere un po' in termini di efficienza, ma rappresenta comunque un compromesso accettabile tra prestazioni e costo. Soprattutto, permetterebbe il lancio di molti più satelliti e quindi l'espansione delle attività spaziali commerciali. I moduli solari risultanti sono compatti e leggeri: 64 grammi e 629 centimetri quadrati (321 x 209 millimetri). La potenza media erogata dai prototipi è stata di 15,6 watt, con moduli che hanno raggiunto i 16,1 watt, e un'efficienza media dell'area attiva del 18,8% (AM0 a 25 °C). Con 252 watt per chilogrammo, la potenza specifica del modulo è competitiva rispetto ad altri moduli in silicio della stessa categoria. Le celle solari al silicio sono interconnesse tramite la tecnologia a matrice di tegole, in cui le singole celle vengono tagliate in strisce e disposte con una certa sovrapposizione e spaziatura reciproca, come mattoni. Le unisce un adesivo elettricamente conduttivo.


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