Si dice sempre più spesso che l'intelligenza artificiale potrebbe iniziare a cambiare il modo in cui nasce la ricerca scientifica, e non solamente a risolvere problemi aperti. A quanto pare un sistema AI sembra aver dimostrato di poter contribuire direttamente alla produzione di nuova conoscenza, anziché limitarsi ad analizzare o riassumere quella già esistente. A tal proposito, OpenAI ha mostrato in anteprima Astra, il modello destinato a raccogliere l'eredità della famiglia GPT-5.6.
Secondo l'azienda, una versione interna del sistema avrebbe trovato risultati originali su dieci problemi di matematica e informatica teorica rimasti senza progressi sostanziali per almeno un decennio. Questo significa che Astra non si limita a proporre intuizioni, ma che, dopo aver individuato una possibile dimostrazione, il modello è stato in grado di trasformarla in una prova formale utilizzando Lean, ovvero un linguaggio impiegato nella matematica assistita dal computer.Le aree coinvolte sono tra le più complesse della matematica moderna, e vanno dalla disposizione ottimale delle sfere nello spazio alla teoria dei codici per le comunicazioni digitali, passando per la crittografia post-quantistica, la teoria dei gruppi, la complessità computazionale e la teoria dei grafi. In pratica tutte discipline che hanno ricadute concrete su sicurezza informatica, telecomunicazioni, calcolo quantistico e sviluppo di nuovi algoritmi.
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