La privacy è una questione delicatissima e c'è da dire che finora non tutte le aziende sono state così trasparenti. Meta prova a rispondere alle critiche sulla privacy legate ai suoi occhiali smart introducendo un controllo importante per chi utilizza Meta AI attraverso la fotocamera.
La buona notizia è che gli utenti potranno scegliere di non consentire l’impiego dei propri dati visivi per l’addestramento dei modelli AI dell’azienda. Una distinzione che conta soprattutto perché non riguarda semplicemente le fotografie scattate e conservate, ma le immagini acquisite quando si interagisce con l’assistente.
Pensiamo a tutte quelle situazioni quotidiane in cui si chiede agli occhiali di interpretare ciò che si trova davanti alla fotocamera. Può succedere, per esempio, durante la traduzione di un menu o quando si vuole conoscere il significato di un cartello. Finora questi contenuti visivi potevano essere conservati e utilizzati per migliorare i sistemi AI, anche se non apparivano nel rullino fotografico dello smartphone.
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