Creare un piccolo videogioco è il sogno di molti, ma fino a oggi abbiamo sempre ritenuto che servisse almeno qualche conoscenza di programmazione, abilità grafiche di e logica. L’intelligenza artificiale generativa sta però iniziando ad abbattere anche questa barriera, perché invece di scrivere codice, potrebbe bastare descrivere ciò che vogliamo ottenere.
Le aziende stanno cavalcando queste nuove possibilità, ed ecco che diventa molto interessante Pocket, l’app di Meta che ora è disponibile negli Stati Uniti dopo una fase di test in Brasile.
Il concetto ricorda il cosiddetto vibe coding, perché come anticipato all'inizio, l’utente impartisce istruzioni in linguaggio naturale e l’AI si occupa di trasformarle in qualcosa di funzionante. Nel caso di Pocket il risultato viene chiamato gizmo, pertanto potremmo dire che non necessariamente si presenta come un videogioco tradizionale, ma ha più il sapore di una piccola esperienza interattiva che può sfruttare le capacità dello smartphone. Può reagire al tocco o all’inclinazione del dispositivo e integrare fotografie e persino brani musicali.
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