La dura stretta degli Stati Uniti contro i robot cinesi pare che farà più vittime di quante ipotizzate inizialmente, stando ad un nuovo chiarimento della FCC che allarga l'entità del ban annunciato negli scorsi giorni anche agli aspirapolvere e ad un più ampio quantitativo di dispositivi smart, ma andiamo con ordine.
L'annuncio del ban - che trovate in forma integrale nel secondo Via - menziona esplicitamente il rischio per la sicurezza nazionale degli USA derivante dal dispiegamento di robot che ricadono nelle categoria degli "advanced robotic devices", ovvero quelli in grado di muoversi in modalità bipede o quadrupede, e degli inverter. Il documento pubblicato dalla FCC mette quindi in guardia da dispositivi di questo tipo realizzati da Paesi esteri, senza quindi menzionare esplicitamente la Cina, anche se è chiaro che il vero scopo è proprio quello di limitare la presenza sul suo territorio nazionale - in particolare presso strutture critiche - di prodotti provenienti da un Paese con il quale i rapporti non sono certamente amichevoli.
Nelle scorse ore, la FCC ha rilasciato una comunicazione aggiuntiva nella quale si conferma che quelle citate non sono le uniche categorie di robot incluse nel nuovo ban, bensì anche prodotti più tradizionali come gli aspirapolvere e altri dispositivi per la casa sono coinvolti dalla nuova normativa, senza ovviamente riguardare i prodotti che sono già stati commercializzati.
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