IT-Wallet passa alla fase successiva, alla “2.0”. La “costola” dell’app IO esiste da tempo, da dicembre 2024 permette di conservare nell’app dei servizi pubblici la versione digitale della patente, della tessera sanitaria e di altri documenti. Da qualche ora, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo, il progetto entra però in una fase nuova e decisamente più ampia. Le informazioni filtrate nelle scorse settimane, dunque, erano corrette.
Il portafoglio digitale da ora in poi potrà contenere anche attestati elettronici utilizzabili per accedere ai servizi di aziende e pubbliche amministrazioni. All’atto pratico informazioni oggi richieste sotto forma di certificati, tessere o copie di documenti potranno essere fornite direttamente attraverso l'app IO in formato verificabile alla fonte. Così ISEE, residenza, titoli di studio, iscrizioni scolastiche e informazioni di altro genere potranno arrivare sull'app IO.
Il decreto introduce infatti la figura della fonte autentica. Può esserlo una pubblica amministrazione, un gestore di servizi pubblici o una società a controllo pubblico: il soggetto che possiede il dato in originale lo mette a disposizione del sistema sotto forma di attestato elettronico. Un Comune ad esempio potrà rendere disponibile sulla piattaforma un’informazione anagrafica già verificata, affinché un altro ente o un’azienda autorizzata possa acquisirla attraverso IT-Wallet, senza scaricare sul cittadino l’onere di recuperare il certificato (magari sepolto sotto montagne di documenti o da richiedere), stamparlo o allegarne una copia.
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