Il gruppo cybercriminale noto come ShinyHunters ha fatto un altro colpo grosso, a quanto pare: nelle scorse ore una nota dei suoi canali ufficiali dice di aver hackerato l’FBI, nientemeno - o quantomeno sistemi collegati all’organizzazione - e di aver sottratto una gran quantità di dati privati e riservati relativi ad agenti, ex agenti e aspiranti tali. L’FBI ha confermato di essere a conoscenza delle affermazioni e ha avviato un’indagine, ma al momento non ha confermato pubblicamente se effettivamente l’attacco c’è stato, né quale sia stata l’entità del danno.
Gli hacker, dal canto loro, dicono che l’attacco è stato piuttosto articolato e sfaccettato, visto che ha coinvolto diversi servizi interni, tra cui risorse umane, piattaforme sanitarie e applicazioni dedicate alla giustizia criminale. Nel complesso i dati rubati ammontano, sempre a detta loro, a ben 2 TB, e contengono documenti personali, dati professionali e informazioni mediche particolarmente sensibili. Stando a quanto dice il gruppo stesso, la violazione è stata possibile anche grazie a una falla zero-day scoperta dagli hacker stessi in Oracle PeopleSoft, che avrebbe consentito l’esecuzione di codice da remoto e di conseguenza la compromissione del portale FBIJobs.gov. Al momento non esistono conferme indipendenti sull’esistenza di tale vulnerabilità, mentre gli investigatori stanno cercando di determinare se il punto di accesso sia riconducibile a infrastrutture dell’FBI o a fornitori terzi collegati al sito.
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