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Tecnologia

Fusione nucleare: il MIT svela il vero ostacolo, e non è la fisica

La sfida della fusione nucleare continua ad affascinare tutti a livello globale, ma quel che conterà sul lungo termine, è riuscire ad applicarla nella produzione energetica. Negli ultimi anni la ricerca ha dimostrato che produrre energia dalla fusione è possibile, almeno in laboratorio, ma c'è una domanda che ancora non ha risposta certa. Riuscirà mai a competere con le altre fonti di energia dal punto di vista economico? Un gruppo di ricercatori del MIT ha provato a rispondere con un nuovo modello pensato per valutare la redditività di una futura centrale a fusione. Finora il settore si è concentrato quasi esclusivamente sulle prestazioni fisiche dei reattori, come il famoso parametro Q, che misura quanta energia viene prodotta rispetto a quella immessa nel plasma.Ma ottenere un bilancio energetico positivo non significa automaticamente costruire una centrale sostenibile dal punto di vista industriale, infatti, il nuovo approccio introduce infatti un parametro chiamato Qecon, ovvero una sorta di indice economico che tiene conto non solo della produzione di energia, ma anche dei costi di costruzione, della durata dei componenti più sollecitati, della densità di potenza, dell'efficienza dell'impianto e persino del prezzo a cui l'elettricità potrà essere venduta.


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