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Tecnologia

Etichetta energetica UE, i computer sono più complicati del previsto

Negli scorsi giorni l’Unione Europea ha pubblicato uno studio sui primi tentativi di introdurre un’etichetta energetica anche per i computer, in modo analogo a quanto visto sugli smartphone, che rivelano che c’è ancora diverso lavoro da fare, perché i consumatori fanno fatica a decifrarle. Il test è stato condotto su 4.200 cittadini di sette Paesi europei, Italia inclusa; i risultati sono stati deludenti anche per via della natura stessa dei computer, che possono avere consumi energetici molto diversi a seconda dell’attività che si svolge. Lavatrici, frigoriferi e perfino smartphone sono più facili da decifrare, in questo senso. Il punto fermo è sempre il solito: arrivare a inserire notebook, desktop e all-in-one in una classe da A a G. Tuttavia, proprio per la natura molto variegata dei carichi di lavoro che si possono svolgere su un computer, la Commissione ha provato a introdurre una doppia valutazione, distinguendo i sistemi ad alte prestazioni (PC gaming, sistemi professionali per rendering e montaggio video, mini-server AI locale, sviluppo software...) da quelli più generalistici e leggeri (navigazione Web, contenuti multimediali, lavoro d’ufficio...). I produttori dovranno quindi sottoporre i dispositivi a una serie di test standardizzati durante i quali il consumo energetico viene misurato tramite strumenti esterni collegati alla presa elettrica, così da ottenere dati più affidabili e difficili da manipolare.La doppia scala, però, costituisce un grado di difficoltà ulteriore per i consumatori, che tendono a interpretare le due classi energetiche come un confronto tra marchio e prodotto, anziché come due scenari d’uso differenti. Una revisione grafica delle icone ha migliorato la comprensione, ma il sistema continua a generare dubbi tra gli utenti meno esperti. I problemi non finiscono qui, perché bisogna anche distinguere tra “consumi elevati” ed “efficienza energetica”: un computer particolarmente potente può consumare più energia ma ottenere comunque una classe migliore in determinati scenari grazie a un rapporto più favorevole tra prestazioni ed energia assorbita.


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