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Tecnologia

Detriti spaziali: i radiotelescopi diventano un nuovo radar per l'orbita

Ogni anno migliaia di nuovi satelliti raggiungono lo spazio, e le cose andranno sempre peggio visto il proliferare di servizi satellitari come Amazon Leo e Starlink. Le aziende hanno messo in atto dei piani per evitare la creazione di nuovi detriti spaziali, questo va detto, ma esistono tanti altri vecchi satelliti fuori servizio e frammenti generati da collisioni, esplosioni o test militari. Basta un oggetto grande pochi centimetri, lanciato a decine di migliaia di chilometri orari, per mettere fuori uso un satellite da centinaia di milioni di euro. L'orbita geostazionaria, situata a circa 36.000 chilometri dalla Terra, è una parte molto problematica da monitorare, perché qui operano molti satelliti dedicati alle telecomunicazioni, alle trasmissioni televisive e alle previsioni meteo. Il problema è che a queste distanze i radar tradizionali perdono efficacia, mentre i telescopi ottici riescono a individuare solo gli oggetti più grandi. I frammenti più piccoli, invece, rimangono spesso invisibili, eppure rappresentano un egual rischio.


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