La crisi dei chip di memoria è diventata talmente grave da indurre perfino gli sviluppatori di sistemi operativi a intervenire. Google ha annunciato nelle scorse ore nuove regole sulla gestione della RAM di Android che coinvolgeranno sia gli sviluppatori sia i produttori di dispositivi, e nel farlo ha citato espressamente “significative limitazioni nella supply chain hardware che stanno alterando la disponibilità di memoria”. La società si mette in prima linea: le regole debutteranno inizialmente sui Pixel, ma si espanderanno in seguito nel resto dell’ecosistema.
Android 17 limita quindi la quantità di RAM disponibile per ogni app, in base alla memoria totale a bordo del dispositivo, soprattutto per evitare rallentamenti dell’interfaccia, consumi anomali di batteria e altri comportamenti problematici. Le applicazioni che supereranno le soglie stabilite non verranno immediatamente bloccate, ma potranno subire rallentamenti nelle prestazioni o, nei casi più estremi, essere terminate automaticamente dal sistema operativo.
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