Tra qualche mese anche PosteID, il servizio SPID di Poste Italiane, diventerà a pagamento. È facile immaginare che quello decreterà la fine del sistema, a vantaggio della CIE (Carta d’Identità Elettronica), visto che proprio PosteID è il detentore della stragrande maggioranza delle quote di mercato. La CIE offre le stesse funzionalità, se non di più, e non costa niente, quindi perché continuare con una piattaforma privata e a pagamento in cui nemmeno il governo stesso crede più? C’è solo un problema: chi se lo ricorda, il PIN?
In fase di rilascio della carta, il Comune o chi per esso fornisce un foglio con due numeri: il PIN e il PUK. In sostanza, il PIN serve per usare a tutti gli effetti la carta, il PUK serve a sbloccarla / resettare il PIN se lo si è inserito erroneamente per troppe volte, ad esempio. È tuttavia possibile che questo foglio si sia perso, nel tempo, anche perché la CIE è in circolazione già da qualche anno, e all’inizio i servizi digitali erano talmente pochi e mal fatti che verosimilmente in pochi li hanno usati. Quindi bisogna capire come recuperare questi numeri.Nella maggior parte dei casi, la procedura dovrebbe essere molto semplice e automatizzata. Tanto per cominciare, bisogna installare l’app ufficiale CieID, disponibile sia su Android sia su iOS.
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