Bitcoin continua a dimostrare quanto sia instabile il mercato delle criptovalute: appena pochi giorni fa veniva scambiata a meno di 63.000 dollari, oggi ha raggiunto nientemeno che 79.000. È una delle impennate più vertiginose degli ultimi mesi, e probabilmente di tutta la storia delle crypto. Il record assoluto era stato raggiunto pochi mesi fa, quando aveva superato addirittura quota 126.000 dollari.
I fattori che spiegano questa improvvisa impennata sono molteplici: ma sono soprattutto due: per cominciare, il Tesoro USA ha acquistato grandi quantità di bond, e poi c’è stato quello che in gergo si chiama “short squeeze”, ovvero una massiccia liquidazione di posizioni short. Per farla estremamente breve, shortare significa mettere in vendita una risorsa finanziaria che non si possiede, prendendola in prestito da un intermediario. È una scommessa al ribasso, in ultimo, che dice: io posso rivendere la risorsa a più di quanto la posso (o potrò) comprare.Quando perdono la scommessa, però, gli investitori sono spesso costretti a chiudere le proprie posizioni acquistando la risorsa e limitare così le loro perdite. In questo squeeze, sono stati liquidati circa 2,7 miliardi di dollari di posizioni. Capire cosa succederà ora rimane molto difficile: si è trattato di un rimbalzo verso l’alto temporaneo, come era già successo a maggio, o è l’inizio di una nuova fase di rialzo più concreta e duratura? Alcuni analisti sono convinti che la fascia tra gli 80.000 e gli 82.000 dollari saranno fondamentali per ottenere una risposta.
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