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Tecnologia

Apple vuole pagare gli editori per migliorare Siri AI con notizie e contenuti

Apple starebbe parlando con diversi editori per portare contenuti aggiornati dentro la nuova Siri basata su AI. L'obiettivo è abbastanza chiaro: migliorare le risposte dell'assistente quando si parla di notizie, fatti recenti e informazioni che cambiano rapidamente.

Secondo il Wall Street Journal, i contatti sarebbero iniziati nei mesi scorsi e Apple avrebbe proposto accordi pluriennali. La parte interessante riguarda soprattutto il modello economico: invece di pagare una cifra fissa per avere accesso ai contenuti, l'azienda starebbe valutando compensi legati al loro effettivo utilizzo. In pratica, gli editori verrebbero pagati quando i loro articoli o le loro informazioni vengono usati per alimentare una risposta di Siri. Apple avrebbe messo in conto un budget nell'ordine delle centinaia di milioni di dollari, anche se al momento non ci sono dettagli sui possibili partner né sulle cifre dei singoli accordi.

È una formula un po' diversa da quella adottata finora da molte aziende che sviluppano modelli AI, dove spesso si parte da un accordo di licenza più ampio e da un compenso garantito. Apple, almeno stando alle indiscrezioni, starebbe cercando una strada più legata all'uso reale dei contenuti. I rapporti con gli editori, del resto, non sono una novità per la società di Cupertino. Apple ha già firmato in passato accordi che comprendevano anche diritti per l'addestramento dei sistemi AI e collabora da anni con diverse testate attraverso Apple News+.

C'è poi un precedente che probabilmente pesa in modo notevole. Alla fine del 2024 Apple aveva introdotto riepiloghi delle notifiche generati tramite AI, comprese quelle relative alle notizie. In alcuni casi il sistema aveva però prodotto titoli sbagliati attribuendoli direttamente alle testate. Le proteste degli editori non erano tardate ad arrivare e Apple aveva finito per disattivare la funzione.

Avere accesso diretto ai contenuti dei publisher potrebbe aiutare Siri proprio su questo terreno, soprattutto quando deve rispondere su fatti appena accaduti. E per Apple sarebbe anche un modo per affrontare in maniera più ordinata una questione che nel settore AI continua a essere parecchio delicata: chi può usare i contenuti editoriali e quanto deve pagare per farlo.


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