• MARTEDÌ 1 DICEMBRE 2020 - S. Eligio vescovo

Scuola e Covid-19, la situazione in Campania appare piuttosto critica

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Scuola e Covid-19, la situazione in Campania appare piuttosto critica. Classi “pollaio”, distanze non rispettate e assembramenti che inevitabilmente si verificano davanti alle scuole e all’interno dei bus. In molto istituti scolastici in Campania la situazione, nonostante gli sforzi dei presidi appare piuttosto critica. “Prima dell’avvio dell’anno – fanno sapere dal De Gruttola di Ariano Irpino – ci avevano garantito che tutto sarebbe stato sicuro ma ciò non è accaduto. Le fantomatiche distanze di cui si parla tanto sono scarsissime addirittura meno del metro previsto e non ci permettono di essere davvero distanti poiché una volta seduti siamo attaccati a chi ci precede, altra nota dolente sono gli assembramenti all’entrata e all’uscita. Almeno nel nostro istituto la situazione è identica agli scorsi anni e ci ritroviamo ad uscire dalla scuola ammassati in quanto non ci sono le giuste tempistiche. Vi è poi il grande problema dei mezzi di trasporto che non aderiscono alle misure previste dalla legge e non sono stati potenziati affinché si evitassero sovraffollamenti. Le preoccupazioni non sono affatto un capriccio per disertare le lezioni ma un’amara realtà. Non va meglio per i docenti. Situazione snervante al Parzanese sempre ad Ariano, dove da giorni si è in attesa del risultato dei tamponi effettuati dall’Asl in modalità drive-in. Il utto perchè una docente sannita è risultata positiva. Ma il problema è nazionale. Il coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani, visti i dati pubblicati dalla Iss inerenti ai contagi del 13 ottobre (7.332 nuovi positivi e 43 deceduti), richiede con urgenza nuove misure per il mondo della scuola, atte al contenimento della pandemia. Attualmente i docenti stanno attraversando periodi lunghi di malessere psicologico e di esposizione a molteplici cause di possibile contaminazione virale. Basta un colpo di tosse o uno starnuto di una persona malata priva di mascherina all’interno di una classe pollaio con compagni altrettanto sprovvisti di protezione, perché seduti al banco, per far impensierire tutti i presenti. Da alcune segnalazioni pervenute, si evince la riottosità degli studenti affetti da particolari patologie comportamentali ad attenersi al protocollo previsto. Non si riesce a capire per quale motivo in tutti gli uffici pubblici e locali chiusi, perfino nelle private abitazioni tra non congiunti, sia obbligatorio oppure raccomandato l’uso della mascherina, ma non a scuola. L’igienizzazione dei locali è affidata al buon cuore dei collaboratori scolastici in troppi casi. In alcune scuole non si misura la temperatura. Tale operazione viene delegata alle famiglie con risultati spesso incresciosi e studenti febbricitanti. Spediti comunque nelle aule, a dispetto del buon senso e della salute pubblica. Il piano dei trasporti scolastici urbani (strada e ferrovia) avrebbe dovuto essere già programmato prima dell’inizio delle lezioni. Mentre oggi pullman e treni strapieni durante l’ora di punta, dove è impossibile rispettare il distanziamento sociale, traboccano di persone pigiate e prive di mascherine. Oltre a ciò, si registrano alcune falle nel sistema organizzativo quando si verifica un caso sospetto. Il responsabile Covid, docente non esonerato dal servizio, se impegnato in classe e costituisce l’unica figura di riferimento, è costretto ad abbandonare l’aula e la sorveglianza per assistere, in attesa dell’arrivo dei genitori, il discente. Molto spesso lo studente che si assenta è riammesso in classe sulla base di una sommaria certificazione medica. Ma si limita solo ad indicare l’assenza di sintomi di influenza. Eppure, studi scientifici hanno ampliamente dimostrato che adolescenti e preadolescenti portatori di coronavirus sono spesso asintomatici. In altri termini, su dieci alunni infetti solo due presenterebbero i sintomi. Dunque nella situazione attuale, ogni qual volta in una classe uno o più alunni si assentino per due o più giorni, occorrerebbe effettuare il tampone. Pare, invece, che la strada scelta sia quella di occultare i casi di diffusione del virus tra gli alunni. Grazie alla combinazione di linee guida incompleta, patti di corresponsabilità e misurazione estemporanea della febbre, laddove come già segnalato solo il tampone può offrire sicurezza sull’assenza del virus. Il Cnndu nei prossimi giorni, con i propri legali valuterà la presentazione di un esposto ai sensi dell’artt. 438 CP al fine di comprendere se vi siano responsabilità in relazione alla diffusione dei contagi dovuti dalle attuali linee guida nazionali ovvero regionali. Così come dalle condotte poste in essere da taluni dirigenti e ciò a tutela del personale tutto e dei loro familiari. L'articolo Scuola e Covid-19, la situazione in Campania appare piuttosto critica sembra essere il primo su LaNostraVoce - Giornale on line di Alfonso Lucio Festa.



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