• DOMENICA 27 SETTEMBRE 2020 - S. Vincenzo de' Paoli

Migranti, accordo per una missione militare anti-scafisti. C'è anche Londra

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Una baguette per due, l'abbraccio e un «ci vediamo giovedì a Bruxelles». A dispetto delle immagini provenienti da Ventimiglia, non c'è tensione tra Francia e Italia. Tantomeno tra Hollande e Renzi, ieri all'Expo per discutere di migranti e Grecia. D'altra parte i due leader hanno un problema in comune che difficilmente potrebbero risolvere scaricando da una parte all'altra del confine un po' di migranti. E se la Le Pen sta ad Hollande come Salvini sta a Renzi, è ovvio che i due esponenti socialisti stiano lavorando affinché l'Europa che conta, e che ha fondato la Comunità, segni un punto rispetto ai partiti xenofobi ed euroscettici nel vertice di fine settimana. URLO Il terzo motore, oltre Roma Parigi, che spinge per trovare una risposta convinta al problema del traffico di migranti è Berlino, ma la novità è la disponibilità di Londra. Un contributo, quello inglese, che esclude - trattati alla mano - l'assorbimento di qualunque quota di migranti, ma che si sta rivelando decisivo per avviare la missione militare - alla quale sta lavorando l'Alto rappresentante Federica Mogherini - che dovrebbe spezzare alla radice il business degli scafisti. Paolo Gentiloni, responsabile della Farnesina, sarà oggi a Bruxelles per una riunione decisiva in vista del Consiglio Europeo di giovedì. Obiettivo dei Ventotto limare gli ultimi aspetti della missione "Eunavfor Med" che lady Pesc è riuscita a mettere in piedi dopo un paio di mesi dal Consiglio europeo straordinario del 23 aprile. Settecento pagine, dodici milioni di euro. Un anno di lavoro. Aerei, navi e droni per stroncare il business dei barconi. L'operazione, dopo il via libera dei capi di Stato e di governo, dovrebbe scattare in una settimana e sarà guidata dall'ammiraglio Enrico Credendino nel quartier generale di Roma. FLUSSI La prima fase, quella più facilmente operativa e alla quale potrebbero partecipare anche paesi del Nord Africa come Tunisia ed Egitto, prevede la mappatura - attraverso i droni - delle rotte dei trafficanti di esseri umani, delle loro sedi operative e la ricostruzione dei flussi di denaro che spesso alimentano il traffico d'armi. Al lavoro delle intelligence, soprattutto francesi, inglesi ed italiane, seguirà la seconda fase. Ovvero l'intervento militare, con navi e aerei, per operazioni in acque internazionali, tese a distruggere i barconi quando rientrano verso la Libia o trasportano carichi diversi da migranti.



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