• MERCOLEDÌ 21 APRILE 2021 - S. Anselmo vescovo

Benevento, Lorenzo Cicatiello si dimette da coordinatore provinciale di SEL

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“La politica come percezione della vita, rappresentazione di un punto di vista, pratica del dubbio, sono sempre state queste le direttrici lungo le quali ho provato a muovere i passi del mio agire e della mia militanza”. Sono le parole utilizzate dal coordinatore provinciale sannita di Sinistra Ecologia Libertà, Lorenzo Cicatiello, per annunciare le sue dimissioni dalla carica ricoperta all'interno del partito.

“Appartenenza ed identità, cine sistema dei diritti e dei valori non negoziabili. Abbiamo provato – spiega Cicatiello – nella diversità delle culture e delle storie la costruzione di un progetto unitario, alternativo, autonomo. 'Cercare Ancora' è stato l'imperativo e la pratica del nostro ultimo anno, provando sin dal congresso di Riccione ad essere 'la voce del muto' sui diritti, libertà, ambiente, solidarietà, lavoro, in una società individualistica che mortifica la dignità delle dimensioni collettive. Nonostante questo tentativo, nel tempo la sensazione di ritardo si è fatta consapevolezza, dell'inerzia con la quale agiamo la nostra iniziativa, subendo la velocità e l'innovazione del contesto politico attuale, mostrando l'incapacità di interpretare le sfide del nostro tempo non governando i processi in corso, dalle scorse elezioni europee ad oggi, passando per per le elezioni regionali in Campania.

Molti gli errori – aggiunge il coordinatore -, nella elaborazione e nella prassi di una linea politica da far vivere nel dibattito collettivo, il principale sicuramente quello di non contrastare con la necessaria determinazione, la subordinazione emotiva ed intellettuale che vivono nel dibattito nostro fin dal congresso di Riccione, dove carsicamente prevalse l'ingiustificato abbandono del dialogo con le ragioni e i valori del socialismo europeo.

'Sinistra al Lavoro per la Campania' – si legge nella nota – doveva essere questo, la pietra nello stagno, in una regione mortificata dal governo di Stefano Caldoro e dalla incapacità del Partito Democartico di offrire una risposta alla crisi sociale, la diffusione di una rete politica di elaborazione e proposta per smuovere e contaminare le coscienze dell'elettorato, del mondo progressista e riformista che vive la nostra terra nonostante i limiti e le sue enormi difficoltà. Dalla nostra scelta doveva passare il sogno e la speranza, ma l'analisi del voto con violenza e verità ci ha riportato saldamente sulla terra.

Un fallimento elettorale – aggiunge Cicatiello -, conseguenza della incapacità politica di assumersi le responsabilità della sfida e del cambiamento, che non può sicuramente essere definito il seme per una nuova costruzione. In democrazia, piaccia o non piaccia, le elezioni rappresentano un principio di realtà del quale prendere atto e trarre le dovute conseguenze. La sconfitta, in ogni caso, non potrà mai offuscare la generosità e la responsabilità con la quale tanti compagni e compagne, al netto di percorsi differenti e convinzioni culturali, hanno profuso per dare gambe al progetto, primo tra gli altri Salvatore Vozza, al quale va il mio personale ringraziamento, per l'onore di aver condiviso insieme ogni giorno il sogno e la speranza.

Proprio per queste ragioni – prosegue la nota – di connessione profonda e coerenza, che riguardano la teoria e la prassi ritengo esaurita la mia funzione alla guida della Federazione Provinciale di un partito del quale non conosco più la missione iniziale e l'identità e nel quale emerge l'icapacità di rinnovarsi ed occupare spazi di elaborazione. Conseguenza inevitabile ed irrevocabile di questa mia riflessione sono le dimissioni immediate dalla carica di coordinatore e dalla partecipazione agli organismi di direzione regionale. Nonostante l'improrogabilità di tale scelta, il mio non è e non sarà mai un abbandono del tentativo profondo e necessario di dimostrare la necessità di una forza politica riformista che possa diventare la casa dei democratici e della sinistra.
Mi hanno insegnato – conclude Cicatiello – che le linee della vita non si spezzano mai, e proprio su quelle linee da militante libero, con i compagni di sempre proverò a dare il mio contributo di elaborazione e costruzione collettiva. Pertanto il mio invito è rivolto agli organismi preposti e statutariamente previsti per l'avvio delle dovute operazioni democratiche al fine di giungere nel più breve tempo possibile alla mia sospensione ed alla mia sostituzione”.



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