Dei tronchi spuntano dall’acqua scura, immobili, alcuni ancora sorprendentemente diritti, altri inclinati verso il cielo. Sembrano resti di una foresta pietrificata, ma sotto la superficie c’è una storia molto più recente. Ci troviamo al Lacul Ro?u e, prima del lago stesso, qui tutto era occupato da un bosco. Poi la montagna si è spezzata, una massa enorme di detriti ha sbarrato il corso d’acqua e la conca si è riempita lentamente. Il risultato è uno scenario quasi irreale, incastonato nei Carpazi Orientali, ai piedi del massiccio H??ma?, a circa 983 metri di altitudine. Il lago si trova nel distretto di Harghita, nella Transilvania orientale, a breve distanza dalle celebri Gole del Bicaz. L’area appartiene al Parco Nazionale Cheile Bicazului-H??ma?, territorio protetto caratterizzato da foreste, pareti calcaree, gole profonde e cime che superano i 1.500 metri. Il nome può trarre in inganno. L’acqua di Lacul Ro?u, infatti, non appare affatto rossa: le tonalità cambiano con la luce e possono assumere sfumature verdastre, giallastre o brune. La denominazione deriva dal Pârâul Ro?u, il torrente che attraversa terreni ricchi di ossidi e idrossidi di ferro e trasporta sedimenti rossastri verso il bacino.
Origine, formazione e leggende
La nascita di Lacul Ro?u risale al XIX secolo. Stando alle fonti locali, il 1837 sarebbe l’anno della sua formazione, mentre altre ricostruzioni collegano la frana al forte terremoto del 23 gennaio 1838, stimato intorno a magnitudo 6,9. La documentazione sul territorio segnala quindi una cronologia leggermente diversa, ma il meccanismo geologico è chiaro: un enorme movimento del versante del monte Ghilco? sbarrò la valle del Bicaz e trasformò rapidamente il paesaggio. Visualizza questo post su Instagram L’acqua iniziò ad accumularsi dietro questo sbarramento naturale, sommergendo la vegetazione presente sul fondovalle. Gli alberi rimasero ancorati al terreno e i tronchi continuarono a emergere dalla superficie. Quasi 200 anni più tardi rappresentano ancora il dettaglio più riconoscibile del posto. La zona circostante è costituita soprattutto da rocce calcaree, responsabili di molte delle forme spettacolari del paesaggio. La stessa natura geologica raggiunge la massima espressione nelle vicine Gole del Bicaz, scavate dall’azione dell’acqua attraverso imponenti pareti rocciose. Poi arriva la leggenda, in grado di rendere ancora più drammatica una vicenda geologica già impressionante. La versione più conosciuta racconta di Estera, una giovane donna bellissima innamorata di un ragazzo partito per il servizio militare. Durante la sua assenza, un brigante l’avrebbe rapita per poi trascinarla tra le montagne. Estera avrebbe invocato l’aiuto della natura e una violenta tempesta avrebbe provocato il crollo delle rocce, seppellendo i protagonisti e la foresta della valle. Visualizza questo post su Instagram Un’altra tradizione parla invece di un pastore travolto insieme al proprio gregge. Da queste storie sarebbe nata l’idea di un lago colorato dal sangue delle vittime.La visita al lago, tra barche, sentieri e gole di calcare
Una volta arrivati, la visita può iniziare direttamente dalla riva. La zona turistica si sviluppa attorno allo specchio d’acqua, con strutture ricettive, ristoranti e piccoli negozi. Basta allontanarsi dalle aree più frequentate per ritrovare un’atmosfera molto più raccolta, soprattutto lungo i tratti periferici del bacino. Il modo più immediato per capire il tutto consiste nel seguirne il perimetro. Il Circuito del Lago Rosso, segnalato con una croce rossa, richiede circa 1 ora e 30 minuti. La prospettiva cambia continuamente e permette di osservare i tronchi da distanze diverse, con il profilo delle montagne a fare da quinta naturale. Una gita in barca aggiunge un’altra dimensione alla visita: dal centro del bacino i tronchi sembrano ancora più numerosi e la particolare conformazione della valle diventa evidente. L’acqua può apparire molto diversa nell’arco della stessa giornata, soprattutto quando nuvole e sole modificano il riflesso delle montagne. Visualizza questo post su Instagram Il bagno è sconsigliato e generalmente vietato, specialmente per la presenza dei tronchi sommersi. La barca resta quindi la soluzione più adatta per vivere il lago dall’acqua. Chi arriva con scarponi e voglia di salire può scegliere tra diversi percorsi montani.Vârful Suhardul Mic
Il sentiero verso il Suhardul Mic richiede circa 2-3 ore tra andata e ritorno e supera un dislivello di quasi 370 metri. Il percorso, segnalato con triangolo blu, conduce verso una delle migliori visuali panoramiche sul lago.Vârful Uciga?u
Più impegnativo è il tragitto verso il Vârful Uciga?u: circa 3 ore complessive con 401 metri di dislivello. I segnavia sono costituiti da banda gialla e triangolo rosso. La cima conserva nel nome la memoria dell’antica denominazione del lago, legata alla parola ungherese gyilkos, cioè assassino. Visualizza questo post su InstagramCheile Bicazului
A pochi chilometri dal lago, le Gole del Bicaz cambiano completamente scenario. La strada DN12C entra in una stretta valle racchiusa da gigantesche pareti calcaree. In alcuni punti la roccia sembra quasi incombere sulla carreggiata, creando uno dei passaggi stradali più scenografici della Romania. Tra i settori più celebri compare il Gâtul Iadului, il “Collo dell’Inferno”, nome perfetto per descrivere il tratto particolarmente stretto della gola. La visita può essere effettuata in auto con diverse soste lungo il percorso, mentre i più allenati possono dedicare più tempo ai sentieri delle montagne circostanti.Dove si trova Lacul Ro?u e come arrivare
Lacul Ro?u si trova nel distretto di Harghita, nella parte orientale della Transilvania (Romania), all’interno dei Carpazi Orientali. La località dista circa 26 chilometri da Gheorgheni e circa 10 chilometri da Bicaz-Chei, nel distretto di Neam?. Il collegamento principale è la DN12C, strada nazionale che unisce Gheorgheni a Bicaz. Arrivando dalla Transilvania, il percorso attraversa progressivamente boschi e vallate montane fino a raggiungere la conca del lago. Dalla Moldavia romena, invece, il viaggio passa attraverso le Gole del Bicaz prima di raggiungere Lacul Ro?u.
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