• VENERDÌ 10 LUGLIO 2020 - S. Felicita martire

Un tuffo, poi la morte in mare

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Eboli.  Doveva essere una tranquilla giornata al mare per godersi il primo sole, quello che regala la tintarella da sfoggiare a lavoro il giorno dopo, ed invece si è trasformata in una vera tragedia. Protagonista Generoso Speranza, un imprenditore di Montefredane, che insieme alla famiglia si era recato sul litorale cilentano, quello tra Eboli e Paestum per intenderci, e lì in spiaggia si era sistemato già di buon'ora.

Il 57enne dopo una prima mattinata tranquilla, passata tra qualche ora di relax sotto l'ombrellone, ed un tuffetto rinfrescante, intorno alle 15 ha deciso di fare un altro bagno. Purtroppo questo tuffo in acqua è stato fatale al 57enne irpino, che è deceduto dopo aver accusato una congestione. A nulla sono valsi i soccorsi dei bagnini, che erano presenti in spiaggia e che hanno immediatamente praticato le prime manovre di salvataggio, mentre alcuni bagnani hanno allertato il 118.

I bagnini hanno portato l'imprenditore all'ombra, e gli hanno applicato sullo stomaco una coperta per riscaldare la parte e consentire ai muscoli addominali di decontrarsi. Sul posto, intanto, è arrivata un'ambulanza dell'Humanitas di Paestum e un'altra unità mobile da Eboli. I sanitari non appena hanno visto l'uomo, hanno subito capito la gravità della situazione, malgrado le manovre di primo soccorso messe in atto dai bagnini fossero state effettuate in maniera perfetta.

I medici, quindi, hanno iniziato la procedura, rianimando l'uomo. Tutto questo è andato avanti per circa un'ora, fino a quando si sono resi conto che nulla era più possibile, visto il sopraggiungere della morte. Sgomento tra i presenti, che sono rimasti li per oltre un'ora ad assistere in silenzio a tutte le operazioni effettuate dai sanitari del 118. Una situazione surreale, una spiaggia che sembrava deserta, anche se pullulava di gente. Lì in un angolo anche i familiari dell'imprenditori, disperati per la morte dell'uomo, che hanno atteso insieme ai carabinieri della stazione di Santa Cecilia, l'arrivo sul posto del magistrato di turno, che intanto era stato allertato dagli stessi militari.

Il magistrato al suo arrivo sul luogo dell'incidente, ha immediatamente disposto il sequestro della salma, che ora è a disposizione dell'autorità giudiziaria, che dovrà effettuare l'autopsia. Il corpo è stato trasportato all'obitorio, dove rimarrà fino a domani, quando il medico legale effettuerà l'esame esterno. Solo dopo la salma sarà restituita ai familiari, che potranno regolarmente effettuare il rito funebre.

Questa tragedia arriva a ventiquattro ore da quella che si è consumata a Castel San Lorenzo, dove a morire per annegamento è stato un bambino di 12 anni, di origini rumere. Il ragazzino era in bici, insieme ad alcuni coetanei, sulle sponde del fiume Calore, quando per cause ancora in via di accertamento, è scivolato dalla sella ed è caduto in acqua, venendo trascinato dalla corrente molto forte per decine di metri.

L'impatto con l'acqua è stato fatale per il bambino, conosciuto nel piccolo paese di Castel San Lorenzo, dove viveva con la madre, che lavora come badante, ed altri parenti arrivati dalla Romania. Massimiliano Grimaldi



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