• MERCOLEDÌ 21 APRILE 2021 - S. Anselmo vescovo

Solidarietà e integrazione, ecco l'angelo dei migranti

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Ariano Irpino.    Da quindici anni in Italia con il cuore impiantato in Irpinia a Montecalvo prima e successivamente ad Ariano. E’ la storia di Joseph Ayina 45 anni responsabile dell’associazione “Amici del Camerun”. Dopo varie iniziative  e progetti di carattere sociale, il suo nome è balzato sulla stampa locale e nazionale soprattutto nel 2010 in merito alla drammatica vicenda di Kwaku Addai, il giovane operaio ghanese che era stato ricoverato in coma vegetativo nel reparto di lungodegenza dell’ospedale di Bisaccia, solo e lontano dalla sua terra e dai suoi affetti da oltre tre anni. Joseph prese subito a cuore quella triste storia dando vita ad una gara di solidarietà che consentì al fratello di giungere in alta irpinia, pochi mesi prima della morte di Kwaku. Una storia travagliata, finita poi ancora peggio, con la scomparsa nel nulla del fratello dello sfortunato ammalato, ma che non aveva fatto mai arrendere Joseph. Grazie all’impegno dell’attuale vice sindaco di Ariano Giovannantonio Puopolo venne realizzata una tomba nel cimitero di Bisaccia, dove giace la salma di Addai. I progetti di solidarietà di Joseph, furono sposati in pieno dall’allora sottosegretario al welfare Luca Bellotti grazie all’impegno silenzioso ed encomiabile di Marco Pugliese anche in termini economici. “Quando seppi della storia di Addai, scattò immediatamente in me la molla della solidarietà, non potevo restare in silenzio. Siamo riusciti per qualche tempo, con l’aiuto di più persone, dell’Ambasciata a Roma e del compianto Capo della Polizia Antonio Manganelli a far si che Addai non restasse un ultimo della terra in un letto d’ospedale.” Dopo la sua morte, la forza di aiutare il popolo dei migranti, è cresciuta ulteriormente a tal punto che Joseph ha abbandonato tutto e tutti, persino un lavoro che aveva, per dedicarsi a tempo pieno, giornalmente a gestire le varie situazioni di emergenza in Irpinia, operando a stretto contatto con la Questura di Avellino. “L’impegno delle forze dell’ordine, della Questura in modo particolare in tutti questi anni e della Prefettura è stato davvero encomiabile. Grazie ad un lavoro sinergico si sono evitate tante situazioni gravi ed esplosive. Fatta eccezione di qualche momento di tensione, qui non abbiamo avito situazioni gravi. A Flumeri, Ventivano, Chianche, Petruro, Pietrastornina, tutto sta funzionando bene ma si può fare ancora di più.” Trascorre le sue giornate spostandosi da una realtà all’altra Joseph per far si che tutto si svolga al meglio ed è in continuo contatto con la Questura di Avellino. Ma i progetti futuri lasciano ben sperare: “Ci stiamo attivando per dar vita ad una serie di progetti importanti che riguardano la formazione dei migranti nelle aziende.” Solidarietà e integrazione sociale, per Joseph Ayina sono gli elementi alla base della sua missione. Nei giorni scorsi il suo grande impegno in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato ad Avellino: “Superare il trattato di Dublino ma anche le resistenze di alcuni sindaci dell’Irpinia Avere il diritto alla libertà, alla libera circolazione, all’emancipazione. Chi è in fuga deve godere di questi diritti senza aver timore oppure ulteriori ostacoli.” Gianni Vigoroso  



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